VENDITA DEL GEMELLI SPA DI CAMPOBASSO, COORDINAMENTO SINISTRE DI OPPOSIZIONE: "IN SCENA L’ENNESIMO FURTO PERPETRATO DAL CAPITALE AI DANNI DEL POPOLO" - Molise Web giornale online molisano

Vendita del Gemelli spa di Campobasso, Coordinamento Sinistre di Opposizione: "In scena l’ennesimo furto perpetrato dal capitale ai danni del popolo"

Dopo le recenti polemiche sul caso 118, la chiusura del punto nascite a Termoli e i soliti mille scandali cui ci ha abituato la nostra sempre creativa giunta fascio-leghista, si registra un nuovo “regalo”, connesso all’offerta sanitaria, per i contribuenti molisani. Parliamo della nota vendita del Gemelli. E' quanto dichiarato dal Coordinamento delle Sinistre di Opposizione – Molise: "Una questione molto delicata, doveroso denunciare all’opinione pubblica cosa si celi dietro questa operazione, ovvero una ghiotta occasione per i pescicani del profitto ad ogni costo, anche se si tratta di lucrare calpestando il diritto alla salute. Facciamo un po’ d’ordine: la costruzione dell’imponente struttura da adibire a plesso ospedaliero è stata pagata da tutte/i noi. Di che cifre (pubbliche) parliamo? Un investimento di ben 50 miliardi di vecchie lire, corrispondenti a circa 37 milioni di euro se rivalutate all’oggi. Come sempre, in Molise i privati fan cassa dopo che il pubblico investe! Il problema, tuttavia, non consiste nel sapere a quale cordata del capitalismo sanitario sarà assegnato il bottino in questione: non importa se la struttura passerà a “coraggiosi investitori” di casa nostra, o più probabilmente campani, o altro. Il punto è che dietro questo squallido teatrino (i cui fili portano dritti dritti al Vaticano, leader mondiale in materia di capitalismo in ambito sanitario) si annidano torbidi ed incestuosi intrighi fra massoneria, gerarchie vaticane e capitalisti della sanità molisana e non: vi è difatti un unico filo nero che lega la Fondazione G.P. II, la Cattolica, il Policlinico Gemelli e la sua diramazione del Gemelli Molise che, una volta mutata in SPA, si è liberato dal vincolo giuridico di reinvestire gli utili sulla struttura. Capito il meccanismo perverso? In precedenza i profitti privati (fatti, ripetiamo, usufruendo di una struttura pubblica), dovevano essere reinvestiti in loco: con i soliti meccanismi al limite del legale, questo vincolo è venuto a decadere e questi soldi, va da sè che parliamo di cifre a svariati zeri, potranno essere ora utilizzati liberamente. Viva la libertà, viva la proprietà privata, viva la libera circolazione del danaro, specie se il tutto converge presso l’Arcivescovato di Milano, no? E già, a determinare il futuro di un importante pezzo dell’offerta sanitaria di casa nostra, saranno proprio le care gerarchie ecclesiastiche lombarde che per l’occasione hanno pure optato di bypassare senza tanti scrupoli anche le simboliche prassi istituzionali, leggasi confronto con gli organismi democratici locali!  Come PCI, PCL, PMLI denunciamo a gran voce: ecco a cosa porta la privatizzazione della sanità, ovvero tagli a man bassa su mezzi, strutture e personale della sanità pubblica, forte contrazione del diritto alla salute (sulla carta garantito dalla costituzione) per cosa? Per cercare di soddisfare l’insaziabile fame di profitti dei pescicani privati. Come opporsi a questo furto? Non v’è che un’unica soluzione: esproprio senza indennizzo del Gemelli, mettere le sue attività sanitarie sotto il controllo diretto della popolazione e del personale che vi lavora, già in grado di saper gestire e far funzionare la struttura.  Le masse popolari devono ben interiorizzare questo insegnamento: fin tanto che si accetta una sanità mista o privata, queste grandi rapine sociali e di democrazia non mancheranno; mancherà, invece, sempre più il diritto alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione! Se non ci sbrighiamo a dar vita ad una forte opposizione politica, sindacale, del mondo del lavoro, non c’è speranza per la sanità pubblica e per l’intera Regione!".