STELLANTIS RESTITUISCE 6,3 MILIARDI DI EURO ALLO STATO, OTTOBRE NERO A TERMOLI: VIA LIBERA AI LICENZIAMENTI - Molise Web giornale online molisano

Stellantis restituisce 6,3 miliardi di euro allo Stato, ottobre nero a Termoli: via libera ai licenziamenti

Si prevede un ottobre di fuoco anche allo stabilimento Stellantis di Termoli. A causa dell'estinzione di un vecchio prestito dallo Stato di cui la Fca aveva usufruito, che prevedeva il blocco dei licenziamenti in tutti gli stabilimenti compreso quello termolese, ora si torna al mercato libero deciso dagli imprenditori francesi.  Quale sarà la discesa dei livelli occupazionali a Rivolta del Re è davvero impossibile da capire ma potrebbe riguardare una consistente fetta di lavoratori.
 
Il fatto è spiegato, su scala nazionale, da clubalfa.it. Il  prestito da 6,3 miliardi emesso da Intesa Sanpaolo con una garanzia statale. Infatti per concedere ad FCA la linea di credito fu necessaria una garanzia dello Ststo che copriva l’80% dell’importo del prestito. E quando c’è una garanzia statale, inevitabilmente le condizioni del prestito sono più favorevoli. Unico vincolo a carico di Stellantis, la salvaguardia dei livelli occupazionali, come FCA promise al governo in cambio della sua garanzia.

 

Adesso però cambia tutto e la promessa può essere disattesa. E l’operazione fatta da Stellantis in questi giorni a confermare tutto questo. Infatti l’azienda sembra abbia già provveduto a rimborsare il prestito da 6,3 miliardi. Lo ha fatto grazie alla sottoscrizione di nuove linee di credito per oltre 12 miliardi. Ma si tratta di un finanziamento meno favorevole di quello a garanzia Sace. Perché allora estinguere in fretta e furia un prestito ottenuto di recente, e per giunta, sostituirlo con un altro che ha condizioni sfavorevoli rispetto al precedente?

Quesito lecito la cui risposta potrebbe essere legata al vincolo che lo Stato volle inserire all’atto della sottoscrizione del primo finanziamento. Il piano di contenimento dei costi di Stellantis è troppo importante. Lo ha ribadito pure il CEO Carlos Tavares definendo non più sostenibile lo Status Quo in Italia. Produrre auto elettriche poi, aumenterà i costi di produzione del 40%. Lo ha confermato proprio Carlos Tavares l’altro giorno nel presentare i dati aziendali del primo semestre 2021.

Cosa significa questo? Che se già oggi, coi soli veicoli termici (tranne alcune eccezioni come la Fiat 500 E di Mirafiori), per i vertici aziendali i costi in Italia sono esorbitanti, figuriamoci in futuro. Il preludio a una fase di austerity, questo è poco ma sicuro e già si iniziano ad avvertire i primi sentori nei vari stabilimenti italiani, ancora oggi con importante ricorso alla cassa integrazione un pò ovunque. La vocazione all’elettrificazione della produzione è oramai assodato. Lo dimostra il progetto della Gigafactory a Termoli dal 2025, oppure la produzione di 4 nuovi veicoli elettrici dal 2024 a Melfi. Occorre contenere i costi, dando vita al progetto di ristrutturazione aziendale che gioco forza passa anche dalla riduzione organica del personale. I primi accenni ci sono già tutti, con i vari incentivi ai licenziamenti che in quasi tutti gli stabilimenti italiani di Stellantis sono stati avviati con accordi su base sindacale.

 

Scelte economiche di Stellantis che pur se difficili da comprendere, dimostrano che la linea che l’azienda ha intrapreso è quella che più preoccupava. Adesso Stellantis ha di fatto mano libera anche sui licenziamenti. Il rimborso prima del previsto dei prestiti garantiti da Sace e quindi dallo Stato, liberano Stellantis.