A CAROVILLI LA PRIMA NAZIONALE DELLO SPETTACOLO "LA NEBBIA SALE DALLA TERRA" - Molise Web giornale online molisano

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A Carovilli la prima nazionale dello spettacolo "La nebbia sale dalla terra"

La "Nebbia sale dalla terra" nasce della collaborazione fra il cantautore e polistrumentista Paolo Benvegnù, il cantante, melodista e musicista Miro Sassolini, la poetessa e performer Monica Matticoli.
Insieme, i tre artisti hanno rivisitato l’ultimo libro di Antonella Presutti realizzando un romanzo in musica, senza soluzione di continuità, suddiviso in capitoli che sono canzoni, alternanza di voci, canti.
Mercoledì 24 agosto, alle ore 21:00, la Pro Loco Monteferrante di Carovilli, Isernia, è lieta di ospitare la prima nazionale dello spettacolo presso uno dei luoghi più suggestivi e magici del Molise, i Ruderi della Chiesa di San Nicola o Chiesa Ammond di Castiglione di Carovilli. Lo spettacolo verrà riproposto il 25 agosto alle ore 18:00.

Protagonista e personaggio principale è il rudere d’un vecchio casino immerso nelle campagne molisane: tormentato dal vento, dalle intemperie, dalla furia del sole. Protagonisti silenziosi sono l'enorme cipresso, vecchio custode che ancora resiste; parti di mobili sopravvissuti al tempo, ai ripetuti furti nelle stanze spalancate; polvere di piccoli animali, voli d’uccello nella colombaia sventrata. E protagoniste sono le voci, ombre. Echi di persone che tornano in una notte di novembre a raccontare storie, misteri d’un tempo scomparso ma ancora profondamente attuale. Uomini e donne che si alternano, chiedono di non essere dimenticati. Domandano, a noi, di essere testimoni.
Canzoni e musiche, e i tappeti sonori per la raffinata recitazione di Monica Matticoli, sono frutto della contaminazione fra la ricerca di uno degli artisti più preziosi e importanti della scena musicale italiana degli ultimi anni, Paolo Benvegnù, e il potente canto e la creatività melodica di Miro Sassolini, voce storica della scena indipendente italiana che qui ricopre anche l’inedito ruolo di co-autore della parte musicale. Gli arrangiamenti e la regia sono a cura di Marco Olivotto, presente sul palco con le sue caleidoscopiche tastiere.
Lo spettacolo, fra il concerto pop e il teatro-canzone, spazia dall’elettronica più gradevolmente sperimentale al dialogo gioioso dei musicisti con il loro passato new-wave; dal pop più raffinato e cantautoriale alla musica popolare in senso pieno; dalle melodie della grande canzone italiana alle ritmiche di repertori imprevisti ed inediti, dal sapore talvolta etnico: il risultato è l’aprirsi d’un luogo d’immaginazione sinfonico e poliedrico dai molteplici riferimenti e richiami che sa tenere alta la tensione e acceso il dialogo col romanzo e col pubblico.
Dalla “terra che non esiste”, da un luogo rurale e magico che ha come cifra il verde ghiacciato dei boschi, l’azzurro feroce dei fiumi, le rocce scabre nelle montagne, la terra da dissodare e il lavoro umano, le bestie selvatiche, si genera uno spettacolo aspro, essenziale, che scava nel mito per riportare alla luce il legame profondamente spirituale, mistico, della morte con la vita: Io aspetto, aspetto ancora.
Arriverà qualcuno che si accorgerà di me, della storia che si è mossa qui, delle scritte che restano sulle porte e che resistono a dispetto della neve, della pioggia. Arriverà qualcuno che sa riconoscere i miracoli.

Per accedere allo spettacolo, in ottemperanza alla vigente normativa, è obbligatoria la prenotazione: per informazioni e per riservare un
posto a sedere inviare una mail all’indirizzo prolococarovilli@gmail.com o chiamare il numero 339 820 1129.