TRE ANNI FA LA MORTE DI FRANCESCO SEPE, I GENITORI LINA E ACHILLE CONTINUERANNO A LOTTARE CONTRO LA "VIOLENZA STRADALE" - Molise Web giornale online molisano

Tre anni fa la morte di Francesco Sepe, i genitori Lina e Achille continueranno a lottare contro la "violenza stradale"

di Viviana Pizzi
 
Una vita spezzata esattamente 3 anni fa da quello che viene chiamato "incidente stradale" ma che mamma Lina Mongella e papà Achille Sepe chiamano da allora "violenza stradale". Si tratta del sedicenne Francesco Sepe deceduto dopo una settimana di cure al Rummo di Benevento il 27 agosto 2018. Ma il calvario è iniziato proprio il 20 agosto in via Variante a San Bartolomeo in Galdo (Bn) quando un'auto che andava a forte velocità ha investito il ragazzo che viaggiava sul suo motorino. Francesco aveva seguito tutte le regole, aveva il casco e procedeva ai ritmi imposti dal codice stradale. 
La sua vita, spezzata in maniera violenta e prematura, sta però raggiungendo molteplici scopi. Per questo Francesco continua a vivere nei corpi dei giovani a cui ha donato i suoi organi per un volere altruistico dei genitori. Ma vive anche nei progetti dei genitori Achille e Lina e nei cuori della sorella Alice e della zia Anna che si sono trasferiti in Sicilia a Milazzo per portare avanti la battaglia del rispetto delle norme della sicurezza sulle strade. 
 
Francesco era molto conosciuto anche in Molise. In particolar modo a Campobasso dove aveva frequentato i primi due anni dell'Istituto Professionale Vincenzo Cuoco. Era talmente inserito nella realtà scolastica da meritare anche l'elezione a rappresentante degli studenti nel consiglio di classe. I ragazzi che avevano condiviso con lui il biennio lo hanno portato nel cuore fino al termine del loro percorso in quella scuola e lo faranno ancora e per sempre. Si sono diplomati quest'anno e in onore di Francesco come VB hanno anche partecipato al progetto Icaro sulla sicurezza stradale in collaborazione con la polizia di Stato. La 5B Odontotecnico con la collaborazione dei professori ha anche realizzato un cortometraggio e parteciperanno ad un concorso nazionale. Durante le ore di educazione civica hanno letto e studiato il libro “La strada e la vita” della curatrice Gioia Bucarelli, Ventura Edizioni dove ci sono pagine scritte da Lina Mongella (mamma di Francesco) in particolare la lettera scritta e letta alla manifestazione # bastamortiinstrada a Roma rivolta alle istituzioni in nome di tutte le mamme. 
 
Manifestazione alla quale, come ci ricorda papà Achllle, i politici di ogni schieramento non hanno dato la giusta risonanza e non hanno voluto intraprendere nessun dialogo con i genitori scesi in piazza per chiedere sicurezza sulle strade. I genitori di Francesco non si fermano e continuano sia dal vivo che sui social a combattere per questo. Ora per conoscere la verità sulla morte del 16enne è aperta una inchiesta della Procura di Benevento con relativo processo in aula. Ma da qui alla sentenza definitiva passeranno ancora degli anni, durante i quali il dolore e la rabbia non potranno placarsi proprio perchè Francesco non aveva scelto di morire a soli sedici anni e in quel modo così violento. 
 
In questo post, scritto su facebook da Achille il 21 luglio di quest'anno si concentra tutta la lotta che verrà portata avanti anche dopo la sentenza definitiva per la sua morte: "Morti e Feriti come in guerra. La triste realtà delle vittime stradali. Numeri che fanno paura. Cos’è che rende così difficile l’affrontare argomenti, talvolta spinosi, come la Prevenzione degli incidenti stradali. Forse l’indifferenza che in molti possono provare, verso argomenti così impegnativi; convinti come sono troppo spesso, che a loro non debbano mai succedere episodi analoghi? Magari solo la volontà di mantenere distante dalla propria quotidianità, eventi così crudi e drammatici, che diversamente la renderebbero pesante e cupa se fossero affrontati realmente? Probabilmente, la mancanza di una educazione civica, quella vera, che dovrebbe iniziare dalle scuole elementari, per poi proseguire fino alla maggiore età e oltre, dove sia compresa concretamente l’importanza universale e unica della vita, qualsiasi essa sia. Quanto è difficile invece farsi sentire da orecchie che non vogliono udire, dal voluto analfabetismo di comodo, verso letture che spronano al dialogo e alla riflessione; una presa di coscienza di cui noi tutti dovremmo essere artefici, attraverso la promulgazione di testi, dibattiti, financo allo scontro - solo verbale – purché passi il messaggio, che gettare la propria vita o quella altrui su un lembo d’asfalto, non è eroico o accidentale, ma colpevolmente cosciente, poiché ad ogni nostra mancanza di buon senso, troppe volte corrisponde un lutto. E quindi sarebbe giusto rinunciare a parlarne, a scriverne, ad aprire dibattiti? No! Sarebbe un’ulteriore sconfitta, che porterebbe inevitabilmente noi tutti a fare come gli struzzi “infilando la testa sotto la sabbia” per non vedere, non sentire…sostanzialmente per non vivere realmente. ASAPS Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale offre un dato dal suo osservatorio privilegiato e inconfutabile. Ebbene scrivono: nel mese di aprile del 2021 sulla rete autostradale gli incidenti sono aumentati del 254% rispetto ad un anno fa, mentre i feriti addirittura del 451%. Sarà che io ci penso sempre......Achille"