MACCHIAGODENA. VENERDI 27 LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "PER UN’ALTRA STRADA LA CHIESA E I SUOI GIOVANI CHE NON CI SONO PIÙ" DI PAOLO SCARABEO - Molise Web giornale online molisano

Macchiagodena. Venerdi 27 la presentazione del libro "per un’altra Strada La Chiesa e i suoi giovani che non ci sono più" di Paolo Scarabeo

Venerdì 27 agosto, alle ore 18,30, il nuovo appuntamento rientrante nell’esclusivo progetto del Comune di Macchiagodena denominato “Genius Loci. Portami un libro e ti regalo l’anima” sarà con il giornalista e scrittore Paolo Scarabeo. 

L’autore porterà, nel paese della provincia di Isernia, parlandone con Rita D’Addona (giornalista, presidente Ucsi Molise)), il suo libro per un’altra strada La Chiesa e i suoi giovani... che non ci sono più!.

Prevista anche la presentazione del giornale online QuintaPagina. Introdurrà e saluterà il primo cittadino di Macchiagodena, Felice Ciccone. L’evento si terrà in Piazza Ottavio De Salvio.

 per un'altra strada è un libro che si colloca sulla scia dei grandi interrogativi e delle grandi risoluzioni del Concilio Vaticano II. All'articolarsi ordinato delle argomentazioni, sottendono in modo silenzioso, i modelli di Chiesa, di società e di uomo, credente e non, chiaramente espressi negli Atti Conciliari.

Il tema centrale è costituito da una puntuale rivisitazione delle condizioni attuali della Chiesa cattolica, fatta alla luce delle indicazioni conciliari e sulla base di riferimenti autorevoli, ma la linea delle argomentazioni si amplia fino a toccare la visione generale dell'uomo e della società. L'autore riesce, restando ancorato ad un problema particolare, ad immergersi nella dimensione della universalità dove sono i principi fondanti della vita e della storia umana.

L'itinerario tematico si fonda sulle categorie dello spazio e del tempo, kantianamente intese. Lo spazio in quanto i problemi discussi sono il frutto di una concreta esperienza quotidiana, frutto di saperi divenuti carne nella propria vita concreta, il tempo in quanto il testo, presentando realtà e personaggi in tensione verso un futuro dal volto umano, muove riflessioni relative agli impegni propri di ciascun uomo nel compito di salvaguardare il creato, la società e se stesso.

C'è una fondamentale premessa nella Ouverture: oggi si hanno cento, mille immagini di Dio, ognuno legge in Dio la propria storia, i problemi della propria vita, e finisce con lo scarabocchiare il volto autentico di Dio. I soggetti sono gli autori di Dio e questo capita nello stesso popolo di Dio.

 Da due citazioni autorevoli del cardinale Martini e del giovane Joseph Ratzinger, l'autore riflette la stanchezza della Chiesa contemporanea, stanchezza dovuta alla diversa velocità tenuta da una parte dalla cultura sociale, giuridica, politica e dall'altra parte dalla cultura della Chiesa. La Chiesa è indietro di molti anni rispetto al mondo e questo è causa di abbandono e di assopimento generale. Papa Bergoglio dice la sua e invita a non sonnecchiare, invita a rileggere la storia del Vangelo, a fidare sulla volontà di Gesù di fare nuove tutte le cose, invita ciascuno a credere negli strumenti intellettivi e virtuosi di cui è in possesso. Ecco la necessità di mettersi in cammino.

 Ebbene la strada è quella di sempre, è un'altra rispetto a quella percorsa da chi non cammina verso Gerusalemme. Se la strada non è colorata ai propri margini dai colori del Vangelo, se non si sentono i rumori dei sandali di Cristo, se non ci sono orme tra la polvere, allora non è quella da percorrere. Le proposte dell'autore sono pietre miliari dei richiamati Atti Conciliari. Bergoglio li definisce con ricchezza espressiva: crescita di una corresponsabilità laicale; riconoscere spazi di pensiero e di progettazione alle donne e ai giovani; rifiuto di una pastorale di conservazione per assumere una pastorale che faccia perno sull'essenziale; creazione di un modo nuovo di parlare di Dio, dell'uomo e del mondo; accogliere con gioia le novità relative alla vita relazionale; fare della vita una sequela di donazioni secondo il modello di Gesù.

 Il cristiano della Chiesa di oggi deve lasciare il segno e trasmettere fiducia. Con questo invito l'autore del testo, studioso e uomo di grande ottimismo, traccia itinerari possibili a chiunque. C'è un chiaro monito al termine del saggio: occorre nutrire una attenzione particolare per i giovani da parte di chiunque ha responsabilità educative e formative. I giovani sono il corpo della società e il corpo della Chiesa di domani. Dalla maturità umana e spirituale dei giovani dell'hic et nunc, deriva il futuro del pianeta. Questa è la partita più difficile che gli adulti di oggi, devono disputare, anzi che stanno disputando.