GRUPPO MISTO, 15MILA EURO DA RESTITUIRE: CALENDA E SCARABEO SI AFFRONTANO A COLPI DI CONFERENZA STAMPA - Molise Web giornale online molisano

Gruppo misto, 15mila euro da restituire: Calenda e Scarabeo si affrontano a colpi di conferenza stampa

Il gruppo misto deve restituire 15mila euro. Ora la disputa è se debba farlo l'attuale capogruppo Filomena Calenda oppure il vecchio responsabile Massimiliano Scarabeo. I due si sono affrontati in una sorta di botta e risposta a colpi di conferenza stampa. i. Insieme a Calenda era presente anche l'avvocato Alessandro Barbieri. 

L'avvocato Barbieri,dopo aver spiegato la vicenda dell'assessore Calenda che, nel 2020 riprende la propria posizione come capogruppo del gruppo misto, illustra le problematiche che hanno portato alla convocazione della conferenza stampa.  Si tratta della rendicondazione delle spese che ciascun gruppo consiliare annualmente effettua per il proprio funzionamento della mansione. 

"Fin dai primi mesi del 2020, faccio riferimento al maggio 2020 quando l'assessore Calenda prende possesso della sua funzione di capogruppo si è avvertita la necessità di ricostruire la contabilità che è stata effettuata tra il 1 gennaio 2020 e il 16 aprile 2020. Questa emergenza è diventata ancora più puntuale quando la Corte dei Conti ha chiesto all'attuale Presidente del gruppo consiliare, l'assessore Calenda la giustificazione di alcune spese, spese che attengono esclusivamente al momento in cui il capogruppo non era l'assessore Calenda ma Scarabeo. Faccio riferimento alle spese fatte tra il 1 gennaio 2020 e il 16 aprile 2020. Noi, abbiamo mandato una raccomandata a queste persone chiedendo, sulla base di quello che diceva la Corte dei Conti, la restituzione di somme. In parole povere, queste spese che sono state inserite nel bilancio del gruppo consiliare non sono rendicontabili". 

 

In particolare, si parla dell'acquisto di molti immobili fatti da società che non potevano vendere mobili, e "questa somma - dichiara l'avvocato Barbieri - non è rendicontabile". Successivamente, facendo riferimento all'assessore Calenda dichiara quanto ha detto la Corte dei Conti: "Non solo non ha partecipato in alcun modo all'idealizzazione dell'acquisto, ma sostanzialmente e radicalmente ha rifuitato di prendere in carico i beni acquistati che si sono pertanto rivelati del tutto inutili e fonte di spreco delle risorse pubbliche. Il punto è - continua l'avvocato Barbieri - il gruppo misto rappresentato dall'Assessore Calenda dovrà restitutire 16mila euro,ma non già nella persona fisica della Calenda e  neanche nel gruppo consiliare misto. Chiunque abbia incassato questi soldi, trattandosi di fondi pubblici avrebbe messo in campo una serie di reati, che vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al peculato, noi abbiamo già esposto il problema all'Autorità Giudiziaria competente, non abbiamo avuto risposte da questi signori, tranne che da uno, abbiamo chiesto il ristoro di queste somme ma non alla signora Calenda ma alla Presidenza del Consiglio Regionale che è la titolare di questi fondi e quindi, noi oggi chiediamo la restituzione di quei soldi". 

Immediata la risposta dell'ex consigliere e assessore regionale Massimiliano Scarabeo che si è presentato da solo davanti alle telecamere. 

"C'è da chiedersi come mai questa storia, di cinque mesi fa, è venuta fuori soltanto oggi. Il motivo ve lo posso dire io: ora si vota alle Comunali di Isernia e l'assessore Calenda è candidata con la lista dell'Udc". "Quando qualcuno tenta di gettare fango su di me non me la prendo. Filomena Calenda è assessora regionale al Lavoro, capogruppo del gruppo misto. La Corte dei Conti, piaccia o non piaccia, ha emesso un provvedimento chiaro, Mena Calenda deve restituire 14.500 euro provvedimento emesso in data 20 aprile 2021. Vorrei ricordare a Calenda che la gestione dei gruppi da parte mia non ha mai avuto osservazioni nè dalla magistratura contabile nè da quella penale. Il provvedimento è stato emesso 5 mesi fa". 

Scarabeo ricorda che Filomena Calenda ha preteso un assessorato, specificamente del lavoro. Ha poi continuato con una serie di accuse e di risposte a Calenda: "non si sopravvive tradendo e diffamando gli altri. La Calenda a parte sbraitare che cosa ha fatto. Chi è lei per decidere se i miei collaboratori erano idonei o no a questo lavoro. Lei che ha sbagliato l'assegno da girare. Perchè in 5 mesi non ha tirato fuori i soldi che per un suo errore personale il gruppo non ha potuto incassare? Perché usa un avvocato e un commercialista pagati dalla Regione per una sua conferenza stampa? Io non devo nulla a nessuno altrimenti avrei già pagato" 

(redpol)