GREEN PASS NEGLI ATENEI, PAZZAGLI (DOCENTE UNIMOL): "DISCRIMINATORIO" - Molise Web giornale online molisano

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Green Pass negli atenei, Pazzagli (docente Unimol): "Discriminatorio"

"Contro la natura discriminatoria del Green pass, per ribadire che l'Università è, o dovrebbe essere, un luogo di inclusione, aperta al pensiero critico e senza barriere". Inizia così l'appello Facebook di Rossano Pazzagli, docente di Storia del territorio e dell'ambiente all'Università del Molise, con cui invita a sottoscrivere un documento per eliminare l'obbligatorierà del Green Pass negli atenei nazionali.
"Dal primo settembre - si legge nel testo - per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si dovrà essere in possesso del cosiddetto Green pass. Tale requisito sarà valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti e ciò estende, di fatto, l'obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico. Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32). Nello specifico della realtà universitaria, i docenti sottoscrittori di questo pubblico appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l'inclusione paritaria, in ogni sua forma.
Nella situazione attuale, o si subisce il green pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall'insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente. In sostanza, la 'tessera verde' suddivide infatti la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione)".
Nel documento viene auspicato l'avvio di "un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l'accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari. Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione".