PIANO OPERATIVO SANITARIO, TOMA: IL FUTURO DEL MOLISE È NEL DOCUMENTO 2022-2024, NON VERRÀ CHIUSO ALCUN REPARTO OSPEDALIERO - Molise Web giornale online molisano

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Sarà una sanità a regia pubblica e integrata dal privato. Dove non ci sono possibilità ci saranno accordi con le regioni limitrofe

Piano Operativo Sanitario, Toma: il futuro del Molise è nel documento 2022-2024, non verrà chiuso alcun reparto ospedaliero

di Viviana Pizzi
Novanta minuti di sintesi politica e operativa: è questo il senso di una conferenza stampa sul piano operativo sanitario 2019-2021 in cui il commissario ad acta Donato Toma ha illustrato un progetto che è stato redatto dal commissario Angelo Giustini e dalla subcommissaria Ida Grossi. Nella prima parte è stato ricostruito il passato che ha portato la Regione Molise ad essere messa prima in piano di rientro e poi commissariata e nella seconda si va nel dettaglio del piano. 
 
La storia del Molise in difficoltà dal punto di vista sanitario inizia nel 2007 con l'ingresso in piano di rientro sanitario. Era presidente per la seconda volta Michele Iorio. In quel periodo arriva il primo debito di circa 500milioni di euro che risale al 31/12/2005. Quando era sempre l'attuale consigliere regionale il Governatore. Nel 2009 siccome la Regione secondo il Governo non rispettava le indicazioni del tavolo nazionale per rientrare dal debito commissarió la Regione. Il presidente anche allora era sempre Iorio. 
 
Da allora il Consiglio e la Giunta regionale  non hanno poteri sulla sanità molisana. Mentre in  piano di rientro si può agire sulla sanità. Donato Toma come commissario e Annamaria Tomasella come subcommissario non sono altro che mandatari di Governo. 
Attualmente in piano di rientro Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo. Commissariate Calabria e Molise.
 
Sono passati 14 anni dal piano di rientro. Dodici anni di commissariamento. Abbiamo avuto due presidenti commissari: Iorio e Frattura che, a detta di Toma, non hanno  fatto altro che peggiorare il sistema sanitario ma soprattutto la situazione del debito.
Nel 2014 infatti si sono  presentati altri 250milioni di euro di disavanzo. Ad oggi quindi abbiamo due mutui.
 
"Quando mi sono insediato 8 maggio 2018- ha sostenuto Toma - aspettavo di essere nominato commissario, ma grazie al Movimento Cinque Stelle non è avvenuto perché ora non è più automatico che il presidente venga nominato commissario". Politicamente Toma punta ad arrivare a un Dea di secondo livello a Campobasso, di primo a Termoli e Isernia e ospedale di area disagiata ad Agnone.
"Chiedemmo la proroga del punto nascita di Isernia e di Termoli nel 2018 - ha sostenuto-  il secondo sotto numero molto. Ci fu concessa una deroga su Isernia. Termoli ha avuto i problemi che sappiamo. La Regione Molise ha impugnato il provvedimento di Giustini di chiusura.  Degrassi sospendeva il punto nascita di Termoli per un evento grave verificatosi. Una sospensione sine die. Se sospendi devi dare un termine a breve. Sotto questo profilo è condivisibile". 
 
PROGRAMMA OPERATIVO SANITARIO
 
"Il documento non è stato redatto da me ma dal Commissario Giustini e della subcommissaria Grossi - ha sostenuto Toma- è stato inviato a Mef e sanità nel settembre 2020. Successivamente è stato osservato da questi Ministeri il 29 dicembre 2020 dove chiedevano di apportare modifiche. 
Da allora non è successo più niente. Fino alla nomina di Toma. Ora non c'è il legame indissolubile tra presidente e Commissario come voluto dal Movimento Cinque Stelle. Impugnai una delibera per incostituzionalità. La corte costituzionale dichiarò incostituzionale l' incompatibilità tra presidente e In consiglio di Stato rinunciai alla causa con la nomina di Degrassi. L'istituto del commissariamento non funziona. I compiti miei sono gli stessi affidati alla dottoressa De Grassi. Ora stiamo lavorando in sintonia e in armonia non senza discussioni". 
 
Il 5 agosto 2021 arriva la nomina a commissario Toma. Il primo compito  che ha ricevuto non è la redazione del 2019-2021 ma adozione e attuazione.  Per il successivo 2022-2024 c'è anche l'incarico della redazione. Su quello che si sta per chiudere c'è l'integrazione funzionale tra sanità a regia pubblica e quella privata che ha un ruolo complementare. 
 
"I servizi che possiamo erogare direttamente lo faremo - ha sostenuto -  per altri come l'ictus emorragico faremo accordi con Benevento, Foggia e Vasto.  Questo nell' attesa che si possa realizzare un disegno di sanità diverso.  Ai nostri concittadini va permesso il diritto alle cure". 
Questo piano, ricorda ancora Toma,  è emendabile qualora ci si accorge che qualcosa non va.  La presentazione tardiva arriva perché va colmato il vuoto programmatico. Per recuperare di più sulla questione del debito verrà chiesto lo sblocco delle premialità e va integrato il personale che è importantissimo. 
 
Il piano è semplicissimo. Un programma che ha tra gli obiettivi strategici, quello di Porre le basi per la programmazione 2022 -2024 che sarà il futuro di questa regione.
 
"Se non si trova qualche reparto - ha sottolineato Toma- che oggi c'è non vuol dire che verrà cancellato. Nessuna struttura verrà depotenziata, si tratta di una fake news relativa alla campagna elettorale sul Comune di Isernia. Si prevede anche il potenziamento della rete socio assistenziale in una regione dove molto si spende con l'accesso inappropriato ai farmaci". 
 
C'è anche l' adeguamento e miglioramento sismico delle strutture, la prevenzione e promozione della salute e il rafforzamento delle coperture vaccinali. Per quanto riguarda il Covid si è raggiunto il risultato dell'81% della popolazione vaccinabile.  Poi c'è anche l'attività di controllo a canili, rifugi e controllo al randagismo. 
 
E veniamo alla rete ospedaliera. Nel Pos 2019-2021 è previsto un  Dea di primo livello al  Cardarelli di Cb che è hub. Gli ospedali Spoke sono il Veneziale di Isernia e il San Timoteo di Termoli. E Agnone rimane un ospedale di area disagiata. 
Per il Caracciolo è previsto il  Rafforzamento della struttura per una nuova Tac.  Ma Toma punta anche ad ottenere un bacino di utenza più grande attraverso l'accordo di confine con Abruzzo e l'accordo di mobilità.  Due ospedali di comunità che inglobano case della salute a Larino e Venafro. 
Neuromed, Gea Medica, Villa Ester e Villa Maria si dovranno integrare con gli ospedali pubblici.
 
Tra gli accordi come quello di Benevento e Foggia per l'ictus emorragico c'è anche quello per il trauma cranico complesso con Cardarelli di Napoli.
 
"Gli accordi interregionali potranno avvenire qua qualora necessari per garantire il rispetto delle tempistiche standard- sottolinea Toma-  E' prevista una rete oncologica sotto Dca 2020 con la rete trasfusionale.  Il 2022 e 2024 terrà conto di ciò che ha insegnato il Covid"
Investimenti in infrastrutture e tecnologie a supporto della riqualificazione delle dotazioni. Adeguamento sismico. Per oltre 14 milioni di euro su Termoli e su Isernia aspettiamo un progetto di 100milioni di euro che ci devono essere approvati. 
"Siamo sotto dotazione organica nella rete ospedaliera - ha continuato Toma-  Il piano assunzionale 18-20 si è concluso. Ora grazie ad Asrem sono previsti Mobilità, concorsi e stabilizzazione".