STELLANTIS, ALLA SEVEL SI TORNA AI 15 TURNI: CIRCA 930 LAVORATORI A CASA, PER LA FIOM NON È SOLO PER MANCANZA DI COMPONENTI - Molise Web giornale online molisano

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Stellantis, alla Sevel si torna ai 15 turni: circa 930 lavoratori a casa, per la Fiom non è solo per mancanza di componenti

Novità importanti alla Sevel di Val di Sangro dove lavorano molti operai molisani. Le nubi nere si addensano ancora di più sull'occupazione perchè a partire dal 27 settembre 2021 si tornerà ai 15 turni. Tale decisione comporterà il ritorno a casa di circa 650 trasfertisti e circa 280 lavoratori somministrati e staff leasing che si sommano ai già 150 mandati a casa nei mesi scorsi. Attualmente rimarranno in azienda circa 450 lavoratori in staff leasing. I 15 turni rimarranno fino a quando la disponibilità di componenti continuerà a scarseggiare.
Non si escludono fermate anche durante i 15 turni a causa di scarsità di componenti.
 
Preoccupazione da parte della Fiom Cgil di Chieti. 
"È innegabile l’esistenza di un problema di approvvigionamento di componenti che riguarda tutto il settore dell’automotive - sostengono-  ma continuiamo a pensare che Gliwice stia determinando anche nuove strategie da parte di Stellantis. Sicuramente il problema dei componenti è reale ma abbiamo l’impressione che si stia sfruttando questa congiuntura per riorganizzare le produzioni di Stellantis. La decisione di Sevel di riportare lo stabilimento a 15 turni creerà delle conseguenze che avranno una ripercussione diretta sull’occupazione a partire dai Lavoratori precari, non solo della Sevel, ma di tutte le aziende dell’indotto e dei servizi. Come FIOM continuiamo a pensare che dietro questa congiuntura si possa nascondere una reale strategia; d’altra parte, nell’era del capitalismo, era il barone Rothschild che diceva una frase del genere: “Si investe quando il sangue scorre per le strade”. Continuiamo a pensare che sia urgente stabilizzare i precari e avviare un contratto di espansione per favorire l’aggancio alla pensione dei più anziani. Va aperta una discussione su tutto il territorio non solo per la Sevel, ma per tutte le aziende che saranno coinvolte da questa decisione. Oggi più che mai è necessario avviare un’azione unitaria e programmare iniziative di lotta per difendere i nostri territori".