COLAGIOVANNI (PMLI): «POS 19-22: VA IN SCENA LA COMMEDIA, L’ARTE DELLA FINZIONE» - Molise Web giornale online molisano

Colagiovanni (PMLI): «POS 19-22: va in scena la commedia, l’arte della finzione»

Il commissario ad acta Toma si lancia in assurde rappresentazioni per il futuro della sanità regionale, sognandola “efficiente, pubblica, diversa

Queste le parole del cordinatore regionale del PLI Molise Giovanni Colagiovanni: «La politica regionale, in questi giorni, si dimena sull’adozione del POS 2019–2022, primo impegno di rilievo per il neocommissario alla sanità Toma. Sorvolando sul forte ritardo tempistico, per non parlare della mancata precedenza ad informare prima il Consiglio regionale e poi gli organi di stampa, spulciamo tale documento che Toma ha solo “leggermente modificato”; come noto, mira al POS 2022-2024, che redigerà lui stesso.

Come comunisti, crediamo a ben poco di ciò che è stato scritto, condividendo però la frase “nonostante i numerosi sforzi, il fabbisogno assistenziale della popolazione non risulta a pieno soddisfatto e ciò si traduce in una risposta non sempre idonea da parte dell’attuale rete di offerta” a dir poco, sottolineiamo!

Quali gli obiettivi prefissati? “Potenziare le attività di promozione della salute e prevenzione; un’offerta ospedaliera secondo principi di sicurezza, qualità, efficienza; investire in selezione e formazione delle risorse umane; infrastrutture” e altre belle promesse!

Come realizzare tutto ciò? “La sanità è un tutt’uno, pubblico e privato convenzionato lavoreranno assieme ma la regia sarà pubblica”. Dopo tutto quello cui abbiamo assistito in questi anni, c’è qualcuno che crede a certe esternazioni? Dove sarebbe questa regia pubblica? Dov’è la famosa torre Covid? Non è il Molise inadempiente in relazione ai criteri LEA? Non stiamo indietro su assistenza a disabili, anziani, screening, ecc? Magie del teatro molisano!

Proseguiamo. Il punto nascite a Termoli resterà aperto, almeno fino al 05/10/22 quando si pronuncerà il TAR sui noti ricorsi ma nessuno si illuda: “Per Termoli sono previsti accordi di collaborazione con l’Azienda Sanitaria Chieti-Vasto-Lanciano, in particolare con l’Ospedale S. Pio, la Stroke Unit, l’Emodinamica e il Punto Nascita”; tradotto, il punto nascite chiuderà, e pure presto. 

Ancora, “non dobbiamo fare convenzioni esterne laddove abbiamo strutture e professionalità interne ma dobbiamo appoggiarci agli ospedali fuori regione perché non abbiamo risorse”; contraddizioni derivanti dal fatto che metà del bilancio della sanità va al privato e che si è fatto di tutto per svuotare di competenze il SSN! E ancora: “manca personale per i troppi tagli del passato e il blocco del turnover ma stiamo lavorando, compatibilmente con il budget, all’assunzione di 930 figure”; questa è buona, vedi i tanti bandi targati Florenzano a partita iva e per pochi mesi! Venafro e Larino? “La loro riconversione in ospedali di Comunità ha consentito di potenziare le cure primarie ed intermedie sul territorio”. Dignitoso no comment!

Da questo commedia, finzione, sogno di una sanità “con un Cardarelli Dea di II° livello, S.Timoteo e Veneziale di I°”, si capisce che la meta stia nello spianare la strada “ai due grandi erogatori privati, FGPII e IRCCS Neuromed” parole del POS, “presso cui sono presenti discipline complementari rispetto a quelle degli ospedali pubblici”. Viene giù il teatro dagli applausi: si chiudono efficienti e remunerativi reparti nel pubblico per dirottarli a Gemelli e Neuromed che applicano i loro ricarichi … tanto a pagare ci pensano le classi lavoratrici.

Sia chiaro, chiosa il nostro: tutto ciò “è limitato al tempo necessario per poter realizzare un disegno di sanità molisana diverso”. Quale? Come sosteniamo da tempo, si sta volutamente distruggendo il SSN poiché la sanità resta uno dei pochi settori in cui è possibile fare guadagni stratosferici! E quale territorio, in Italia, è più idoneo del nostro per avviare tale sperimentazione? Ecco perché invitiamo le masse popolari a reagire prima che sia troppo tardi. Che lo sciopero generale, indetto per l’11 ottobre da tanti sindacati, sia anche occasione per mostrare che non siamo disposti a tollerare questa sottrazione dei diritti fondamentali di tutte/i!»