POS 2019-2021, L'ALLARME DEGLI ANESTESISTI MOLISANI: IL DOCUMENTO NON È CHIARO IN CLIMA DI CAMPAGNA ELETTORALE - Molise Web giornale online molisano

Pos 2019-2021, l'allarme degli anestesisti molisani: il documento non è chiaro in clima di campagna elettorale

Ancora dubbi sul piano operativo sanitario 2019-2021. Questa volta li hanno espressi gli anestesisti rianimatori che attraverso il loro presidente David Di Lello espongono precise richieste.

 "Le unità operative ospedaliere che resterebbero sicuramente attive - sottolinea- quelle soggette a proroga e verifica e quelle che verrebbero, invece, disattivate. La ripartizione dei posti letto tra le varie strutture pubbliche e private nonché tra le unità operative e il numero di reali assunzioni a tempo indeterminato e determinato a cui si intende procedere se si vogliono salvare gli ospedali pubblici molisani”. 

“Il piano operativo 2019 -2021 pubblicato con D.C.A. del 9 settembre u.s. ha suscitato dubbi, incertezze e interpretazioni che hanno alimentato numerose polemiche in clima di campagna elettorale – si legge in una nota stampa – Si ritiene che ciò accade poiché il documento non è sufficientemente analitico e particolareggiato relativamente alle Unità Operative ospedaliere che resterebbero sicuramente attive, quelle soggette a proroga e verifica e quelle che verrebbero, invece, disattivate. Parimenti il Piano Operativo non appare sufficientemente dettagliato per ciò che concerne la distribuzione dei posti letto tra le varie strutture pubbliche e private accreditate. Vieppiù non appare affatto soddisfacente il seguente passaggio a pagina 15 del documento:
“Rispetto alla rete ospedaliera regionale, si programma un numero complessivo dei posti letto pari a 1.032 che, in relazione alla popolazione residente in Molise (308.493 ab., al 01.01.2018), determina un rapporto di 3,2 posti letto per 1.000 abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per 1.000 ab. per la riabilitazione e la lungodegenza post acuzie, quindi entro lo standard fissato dal DM 70/2015 (3,7pl1.000 ab.).” Da un semplice conto matematico, infatti, si evince chiaramente che la programmazione di 1032 posti letto comprensivi dello 0,7 posti letto per 1000 abitanti per la riabilitazione è sotto lo standard fissato dal DM 70/2015 di 3,7 pl1000 ab; in sostanza ai cittadini molisani mancherebbero oltre 100 pl!
Parimenti molto insoddisfacente appare il seguente passaggio relativo alla valorizzazione del personale
“Nel ricercare soluzioni che affrontino la questione della carenza di medici non appare quindi corretto associare automaticamente uscite ed ingressi come presupposto per la definizione del fabbisogno futuro di medici; bisogna piuttosto attuare politiche di governance di breve, medio e lungo periodo definendo le priorità e facendo una preventiva analisi di fattibilità.
Per far fronte a tali problematiche di carenza di personale, la valorizzazione del personale attivo in dotazione costituisce una soluzione strategica da perseguire, attraverso l’individuazione di sistemi di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale che permettano di misurare e distinguere le prestazioni inadeguate da quelle eccellenti, al fine di garantire agli utenti elevati standard di servizio e di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria.”
Evidentemente non è sufficientemente chiara la drammatica carenza di personale medico, specie in alcune discipline quali medicina d’urgenza e pronto soccorso, anestesia e rianimazione, pediatria/neonatologia, ortopedia. Nei nostri ospedali per poter garantire la continuità h 24 dei servizi minimi e incomprimibili ai cittadini, per poter garantire le guardie nei reparti, in specie durante tutta la pandemia, molti medici ospedalieri hanno fatto l’impossibile e tuttora lo fanno, dovendo troppo spesso sorvolare sul rispetto di ciò che prevedono le norme sull’orario di lavoro.
Per risolvere le carenze in tali settori non esiste ormai politica di valorizzazione del personale che tenga, ma occorre assumere, assumere, assumere!
Inoltre si reputa necessaria una profonda revisione il sistema 118 così come strutturato e che passi anche attraverso una reale integrazione dell’elisoccorso tra le due regioni Abruzzo e Molise.
Si ritiene, dunque, che occorre come minimo una integrazione al POS che in modo dettagliato e particolareggiato chiarisca:

  1. 1. Le Unità Operative ospedaliere che resterebbero sicuramente attive, quelle soggette a proroga e verifica e quelle che verrebbero, invece, disattivate;
  2. 2. La ripartizione dei posti letto tra le varie strutture pubbliche e private nonché tra unità operative;
  3. 3. Il numero di reali assunzioni a tempo indeterminato e determinato a cui si intende procedere se si vogliono salvare gli ospedali pubblici molisani”.