TUTTI RIAPRONO, MA NON IL CONSIGLIO COMUNALE. IL M5S PENSA ALLA MODALITÀ "IBRIDA": DOPO IL REDDITO, ARRIVA IL "CONSIGLIERE DI CITTADINANZA"? - Molise Web giornale online molisano

Tutti riaprono, ma non il Consiglio comunale. Il M5S pensa alla modalità "ibrida": dopo il reddito, arriva il "consigliere di cittadinanza"?

di Antonio Di Monaco
 
Si può andare al cinema, al ristorante, in palestra, prendere l’autobus e anche le scuole hanno riaperto da poco, ma non il Consiglio comunale di Campobasso in presenza, quello no, troppo pericoloso. E addirittura in commissione Statuto c'è qualcuno della maggioranza M5S che spingerebbe per varare un regolamento per consentire lo svolgimento delle sedute in modalità "ibrida", cioè con alcuni consiglieri presenti ed altri collegati da remoto. I maligni hanno già ironizzato che "dopo il reddito, arriverà il consigliere di cittadinanza" o, ancora, che la modalità ibrida permetterebbe a chi, ad esempio, lavora fuori sede di non assentarsi praticamente mai dalle sedute evitando, oltre ai problemi di numero legale per la maggioranza, la decadenza dal suo ruolo istituzionale il cui procedimento scatta - come sancito dallo Statuto comunale - per la mancata partecipazione, non giustificata, a tre sedute consecutive. 
 
A questo proposito, giova ricordare che nel 25esimo Quaderno Operativo dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sono disciplinate le modalità più opportune per consentire il regolare svolgimento delle sedute dei propri organi in un contesto eccezionale che ha profondamente innovato le modalità di funzionamento degli stessi e, naturalmente, la modalità ibrida proposta dalla maggioranza M5S del capoluogo, non è affatto menzionata. Inoltre, il decreto legge numero 18/2020, al fine di contrastare l’epidemia da Covid-19, prevede la possibilità che le sedute dei Consigli e delle Giunte comunali possano svolgersi con la modalità della videoconferenza anche nel caso in cui non sia prevista e disciplinata dal Regolamento sul funzionamento dell’organo assembleare. Viene, quindi, lasciata all’autonomia degli Enti la “facoltà” di scegliere, per lo svolgimento delle sedute degli organi collegiali – e, per analogia, anche degli organismi interni ai  Consigli quali le Commissioni e le Conferenze dei capigruppo - il sistema della videoconferenza in luogo della presenza fisica, nel rispetto di alcune misure minime a garanzia della regolarità della riunione. 
 
Tale facoltà e non obbligo di convocazione dei Consigli e delle giunte comunali “da remoto”, è confermata sia dal parere del ministero dell’Interno del 4 agosto 2020 sia dall’interpretazione del Dpcm del 18 ottobre 2020 resa nella Circolare del 27 ottobre 2020 in cui il Viminale chiarisce che “nell’espressione 'riunioni delle pubbliche amministrazioni' non sembrano annoverabili quelle degli organi collegiali di promanazione elettiva”. Ed è sulla base di questi pronunciamenti che il capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, chiederà un incontro con il Prefetto di Campobasso, Francesco Antonio Cappetta, "affinché intervenga per sanare la compromessa rappresentanza democratica - ha spiegato l'esponente azzurro - che si sta perpetrando in seno al Consiglio comunale in una città in cui, pur non potendo parlare di normalità al cento per cento, si trova comunque in zona bianca e tutto questo è davvero anacronistico. Basti pensare che, nelle sedute in presenza, per il primo intervento di un consigliere sono concessi 20 minuti per esporre i problemi della città, mentre da remoto il tempo si riduce a dieci". Ma soprattutto, considerando che le sedute dell'assise civica sono pubbliche per definizione, si priva il cittadino di guardare negli occhi chi è stato eletto per controllare il suo operato.