L'EUROPARLAMENTARE PICIERNO (PD) E LA SVOLTA PROGRESSISTA DI CASTRATARO: "ISERNIA PUÒ DIVENTARE UNA CAPITALE EUROPEA" - Molise Web giornale online molisano

L'europarlamentare Picierno (Pd) e la svolta progressista di Castrataro: "Isernia può diventare una capitale europea"

di Antonio Di Monaco
 
"La svolta progressista del candidato sindaco, Piero Castrataro, improntata sulla chiarezza con l'unione tra le diverse anime della sinistra, movimenti civici compresi, ci servirà per trasformare Isernia in una capitale europea". Parole impegnative, ma piene di speranza quelle dell'europarlamentare del Pd, Pina Picierno, giunta in città a sostegno dell'ingegnere nucleare che punta alla fascia tricolore. In proposto, Picierno ha rimarcato le enormi possibilità, offerte all'Italia e al sud in particolare, dal Recovery Fund in "un'idea di solidarietà alla base del processo di integrazione europea. Soldi pubblici anche a fondo perduto che serviranno soprattutto al Sud per riagganciare il treno dello sviluppo dell’Europa più avanzata. Si tratta dell’ultima occasione offerta all’Italia per recuperare un gap storico che sembrava incolmabile fino ad oggi. Un’occasione da non perdere". 
 
Ma per sfruttare al meglio queste ingenti risorse europee, "servono amministratori all'altezza del compito come Piero - ha sottolineato l'esponente Dem - alla guida di Isernia con obiettivi chiari e una classe dirigente capace, vogliosa e pronta a mettere in campo soluzioni concrete per i cittadini". Ne è convinto anche lo stesso candidato sindaco, il quale sa bene che "le sfide all'orizzonte sono importanti, soprattutto per i progetti che Isernia deve mettere in campo per uscire dalla crisi economica attraverso la capacità di prendere i soldi europei ed impiegarli nel modo più efficiente possibile. Abbiamo superato tante divisioni - ha ricordato Castrataro - ed io come candidato civico ho il diritto-dovere di riscattare questa città". Un riscatto che passa anche per lo sradicamento della violenza (la Picierno è la relatrice della legge europea sulla violenza di genere, ndr) la quale può essere già nel modo di pensare e nell’etichettare situazioni della realtà, comportamenti e atteggiamenti. Non può, dunque, esistere una prevenzione della violenza di genere senza una reale conoscenza e la messa in discussione di ogni preconcetto e l’apertura al diverso. "E' una questione di carattere culturale - ha concluso Castrataro - e nella nostra città c'è molto da lavorare in questo senso".