CAMPOBASSO, STUDENTI IN PIAZZA PER LO SCIOPERO GLOBALE - Molise Web giornale online molisano

Campobasso, studenti in piazza per lo sciopero globale

Oggi, Venerdì 24 settembre, il Fridays for Future torna nelle piazze per lo Sciopero Globale del Clima per chiedere ai leader mondiali una rapida azione contro la crisi climatica, specialmente ai politici del Nord Globale. 

Nel mezzo delle crisi sanitaria, socio politica ed economica in cui ci troviamo, gli attivisti di Fridays for Future continuano a parlare dell’importanza di lottare per ogni frazione di grado e di affrontare l’ingiustizia climatica in cui viviamo.

Anche Campobasso ha aderito all'iniziativa attraverso tanti studenti che hanno sposato la causa, organizzando uno sciopero che ha coinvolto tutti gli indirizzi degli Istituti Superiori, con l'obbiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema ambientale al grido "senza scuola non c'è futuro". 

«Oggi siamo scesi in piazza per chiedere una risposta alla politica, - afferma Martina Lembo Fazio, coordinatrice dell’Unione degli Studenti Campobasso - è il momento di cambiare la scuola che viviamo tutti i giorni per far sì che essa cambi radicalmente il sistema, per questo scenderemo in piazza il 19 novembre a Campobasso e in tutto il paese».
 
«Durante il corteo - aggiunge Fabiana De Luca, membro dell’esecutivo dell’Unione degli studenti Campobasso- abbiamo messo un mattone, vogliamo infatti ricostruire la scuola pezzo dopo pezzo, per questo abbiamo avviato la campagna del Cantiere scuola in tutto il paese e oggi abbiamo voluto rivendicare una scuola ecologista».
 
«All’interno della nostra regione - conclude Sara Palmieri,responsabile dell’organizzazione dell’Unione degli studenti Campobasso - la giustizia ambientale non esiste e non è mai esistita. Vogliamo che la politica ascolti le nostre rivendicazioni e garantisca che la qualità della vita dei cittadini migliore all’interno del nostro paese».
 
La richiesta è chiara: spingere l'Italia alla dovuta transizione ecologica e chiedere che siano rispettati gli Accordi di Parigi per restare entro 1.5 gradi di riscaldamento globale rispetto al periodo pre industriale, evitando le conseguenze più gravi della crisi climatica.

Il movimento sta mettendo un'enfasi speciale sulle diseguaglianze e le ingiustizie tra i Paesi e anche all’interno degli Stati stessi.

di Denise Michela Pengue