POS 2019-2021, TOMA VA SOTTO E PASSA LA MOZIONE DELLE MINORANZE: CEFARATTI ASSENTE MICONE SI ASTIENE - Molise Web giornale online molisano
La maggioranza di centrodestra presenta le sue crepe, la sfiducia a Toma è programmatica

Pos 2019-2021, Toma va sotto e passa la mozione delle minoranze: Cefaratti assente Micone si astiene

di Viviana Pizzi
 
Dopo una discussione durata fino alle 19 la mozione sul Pos 2019-2021 con l'assenza di Cefaratti, il consigliere oggi più critico verso Toma e il suo modus operandi e l'astensione di Micone con 10 voti favorevoli , 9 contrari e un astenuto passa. Si tratta di una scelta inaspettata che va avanti proprio grazie a due consiglieri di maggioranza che non si sono comportati come previsto. L'astensione di Micone, presidente del Consiglio, era del tutto inattesa mentre l'assenza del consigliere di Orgoglio Molise poteva essere prevista proprio nel pomeriggio di oggi quando si è espresso con parole di fuoco nei confronti del Governatore. A favore hanno votato tutti i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, quelli del Pd insieme a Iorio e Romagnuolo. 
 
Contrari oltre allo stesso Toma, che ha votato da consigliere regionale una cosa rivolta a se stesso, anche il resto della maggioranza esclusi i due già citati che hanno mandato sotto il commissario Toma nel suo primo consiglio regionale monotematico in cui si parla della materia. Una sconfitta politica per il presidente commissario che potrebbe essere anche preludio di una ulteriore mozione di sfiducia, perché quella tecnico programmatica è già arrivata questa sera. Si chiede a Toma, di procedere all'annullamento del Pos 2019-2021 e comunicarlo ai ministri dell'economia e della salute. 
 
Il primo punto della mozione, la parte della mozione in cui si chiedeva il congelamento del piano operativo  era passato e poi era stato bocciato il secondo che chiedeva di riportare il Pos in Commissione. Ma la bocciatura più grande per il presidente della Regione resta quella politica. 
 
 
"L’emendamento presentato da me- ha commentato Iorio-  insieme alla condivisione delle opposizioni, in sostanza ha bocciato l’operato del presidente che sarà costretto a rivedere tutta la procedura del POS. Gli ospedali di Isernia e Termoli e anche il Cardarelli di Campobasso possono tirare un sospiro di sollievo perché da ora in poi si dovrà rispettare la legge che nega a qualsiasi commissario di approvare piani sulla sanità senza il necessario confronto con le istituzioni locali, le forze sociali, con gli imprenditori. Parola della Corte Costituzionale".
 

 "Toma ammetta che il POS da lui adottato altro non è che un documento vuoto, vecchio e schizofrenico- ha sostenuto Fanelli-  Talmente peggiorativo che lo stesso governatore, questa mattina in Aula, ha ammesso di aver scritto al Direttore Generale Asrem chiedendogli di non applicare il documento da lui stesso emanato. E non perché è peggiorativo di quello precedente, non perché non è stato partecipato al Consiglio regionale, alla Conferenza dei sindaci, agli operatori sanitari, ai sindacati e ai comitati, non perché si peggiorano i Lea e si attuano i peggiori accordi di confine, non perché non vi è traccia dell’emergenza Covid, non perché si rimanda tutto a quello successivo.

E allora, perché si chiede di non applicarlo in questo momento? Forse perché è in atto una competizione elettorale. In modo particolare a Isernia? Dove, magari, potrebbe essere politicamente sconveniente dover parlare della chiusura dei reparti? Perché il POS adottato da Toma è senza visione, senza progetto, senza alcuna integrazione tra pubblico e privato, senza nessuna rete per patologie tempo dipendenti e dell'emergenza urgenza. Non contiene una parola sulla medicina territoriale, nessuna sul Covid, nessuna sugli ospedali di comunità di Larino, Venafro e nessuna delucidazione su come migliorare quello di Agnone, mentre tutti gli altri vengono depotenziati. E se ne sono accorti anche i consiglieri di maggioranza, perché il voto di questa sera in Consiglio regionale rappresenta una chiara presa di coscienza da parte dello stesso centrodestra, con due consiglieri che hanno votato con le minoranze (Iorio e Romagnuolo), un consigliere che ha preferito al momento del voto uscire dall’Aula (Cefaratti) e l’astensione di un altro componente di maggioranza (Micone).

Toma davvero prenda atto degli errori commessi. Capisca di essere rimasto come una nave senza motore in balia di una tempesta".

 

Interviene nel dibattito anche Aida Romagnuolo.

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VITTORIA, LA SANITÀ MOLISANA POTRÀ ANCORA ESSERE SALVATA.
 
Giornata oggi in Consiglio Regionale molto intensa, quasi memorabile. Il Piano Operativo Sanitario redatto autonomamente dal Commissario, dovrà essere rivisto. Infatti, con il nostro decisivo voto (il mio impegno è rivolto sempre al bene dei cittadini) abbiamo rimesso tutto in discussione e finalmente gli Ospedali di Termoli, Campobasso e Isernia  potranno tirare un grande sospiro di sollievo anche della battaglia è solo all'inizio. Il Molise deve VIVERE e non sopravvivere, perché tutti i cittadini molisani devono essere curati nella nostra Regione, nelle nostre strutture sanitarie con i migliori medici, le migliori attrezzature e soprattutto nel migliore dei modi.
 Avanti tutta, quindi, sempre in difesa dei cittadini molisani, sempre dalla loro parte".