FAISA - CISAL MOLISE, LA REPLICA DEI SINDACATI ALL'ASSESSORE PALLANTE - Molise Web giornale online molisano

FAISA - CISAL Molise, la replica dei Sindacati all'Assessore Pallante

"La replica dell’assessore ai trasporti, purtroppo, conferma le nostre perplessità sull’attuale gestione del TPL  molisano."
E' quanto si legge in una lettera inviata dalla Federazione Autonoma Italiana Sindacale Autoferrotranvieri, in risposta all'Assessore Pallante.
" Infatti, la questione centrale posta all’attenzione pubblica, - continuano i Sindacati - cioè il riposo degli autisti in base al reg.  CE 561/06, non è stata nemmeno sfiorata. Sono state menzionate genericamente alcune cause senza entrarne  nemmeno nel merito, e sono stati citati invece alcuni provvedimenti che secondo l’assessore premierebbero il  suo operato. In questi casi la politica, quando non vuole dare risposte esaurienti e concrete, preferisce, come si  suol dire, “menare il can per l’aia”.  
Noi crediamo che l’assessore debba essere supportato, nelle sue decisioni, da una struttura in grado di  discernere fra una sentenza, che coinvolge altri protagonisti e che non è entrata nel merito dell’applicazione  del Reg. CE 561/06, da quello che prevede effettivamente il regolamento stesso. Se ne è avvalso?  Se lo avesse fatto, probabilmente non avrebbe espresso quel parere. Infatti, il regolamento riporta  espressamente che “Il periodo complessivo di guida che intercorre tra il momento in cui un conducente  comincia a guidare dopo un periodo di riposo o un'interruzione fino al periodo di riposo o interruzione  successivi. Il periodo di guida può essere ininterrotto o frammentato (art.4, punto q)”. Questo vuol dire che,  contrariamente a quanto sostenuto da alcune ditte, le frequenti soste e fermate non incidono sull’applicabilità  del Regolamento Europeo e, per completezza, l’interruzione non è la fermata, ma quella prevista dal punto d)  del medesimo articolo. Inoltre, la violazione di una normativa di sicurezza aumenta il grado di rischiosità del  TPL (utenti ed autisti) e, nel caso di specie, la riduzione dei riposi potrebbe essere un indice di sfruttamento  dei dipendenti (art.603 bis, c. 3, c.p.), oltre a creare una ingiustificata riduzione della forza lavoro. Pertanto  noi non tiriamo per la giacca nessuno, aspireremmo che, invece, si faccia rispettare la legge, perché questo è un compito obbligatorio.  
Per quanto concerne gli altri argomenti, specifichiamo che:  

? Le numerose riunioni citate riguardavano soprattutto l’emergenza covid-19, e si sono sempre concluse  con un nulla di fatto (in definitiva, ci è stato concesso solo un po’di tempo, giusto il momento per un  ascolto). Le molteplici segnalazioni delle OO.SS. sull’elusione delle norme anti pandemia non hanno  prodotto alcuna conseguenza e le richieste sindacali, che avrebbero riequilibrato i rapporti in essere fra  Regione, aziende e OO.SS., per cui si era dichiarato anche lo sciopero politico, non sono mai state  accolte. Lo sciopero è cessato sulla sola promessa dell’intervento diretto della Regione, in base al  codice degli appalti, per il pagamento delle retribuzioni in luogo delle ditte inadempienti, promessa  mai mantenuta, per cui i lavoratori sono stati costretti a continuare sulla strada dei decreti ingiuntivi  per ricevere gli stipendi. Fra l’altro, viste le “numerose riunione fatte” non si comprende perché non  siamo stati convocati;  

? Non abbiamo notizia di un accordo tra azienda e Regione per il regolare pagamento dello stipendio, se  ci fosse un accordo del genere sarebbe il colmo. La regione paga puntualmente le compensazioni con  un importo maggiorato per l’ammortamento degli autobus (senza aver visto un autobus nuovo), e per  un contratto di secondo livello di notevole valore destinato ai dipendenti, che però non hanno mai  percepito, eppure ha necessità di fare un accordo per stabilire che il pagamento dello stipendio è un  atto dovuto! Se, invece, avesse voluto intendere che è stato il propugnatore di un accordo ATM 

OO.SS. (non la Faisa), la questione sarebbe ben più grave sia per l’ombra che getta sull’indipendenza  sindacale sia perché quell’accordo ha favorito solo l’azienda, avendo spostato al 12 del mese la data di  pagamento degli stipendi stabilita dal Giudice al primo del mese successivo alla prestazione, senza  alcuna garanzia del pagamento;  

? Lo sblocco delle risorse economiche per l’acquisto di nuovi autobus, quasi perdute, per l’inerzia  regionale, è stato un merito del precedente assessore ai trasporti, senza dimenticare che quei fondi  provengono dallo stato e non da risorse regionali. Non solo, visto le contestazioni verbali fatte ad  un’azienda, la Regione è a conoscenza anche degli ammortamenti pagati dal 2011 su autobus nuovi,  anche se nessun autobus nel frattempo è stato acquistato. Dalla contestazione verbale fatta  pubblicamente non è seguito alcun provvedimento, per quanto a nostra conoscenza, ma saremmo  contenti se così non fosse;  

? Saremmo contenti se, finalmente, la Regione fosse in possesso di un software adeguato al controllo  degli autobus, degli utenti e degli introiti delle aziende, e gliene daremmo volentieri atto, ma, per il  momento, considerata la situazione del parco mezzi e l’ipotesi del bando di gara con il doppio lotto,  contrariamente a quanto deciso in Consiglio Regionale, da quanto previsto in altre regioni e dal  comune buon senso (ricordiamo all’assessore, se non le avesse lette, le critiche all’ipotesi del doppio  lotto), restiamo dubbiosi anche sulle scelte future.  

Ricordiamo ancora una volta che dall’insediamento di questo governo regionale, gli unici interventi degni di nota  per “salvare” il settore rimangono l’aumento del 33% del costo del biglietto del trasporto extraurbano e i 500.000  euro spesi per la commissione di “esperti” che ha redatto il primo bando di gara poi bocciato in consiglio  regionale nel Dicembre 2019.  

Come evidente, - concludono i sindacati - non c’è alcuna questione di cui andare fieri e per cui dovremmo cambiare idea, il tutto è un  semplice trantran, con molte sbavature, sia nei confronti degli utenti sia nei confronti dei lavoratori".