"SISTEMA IORIO", LA SENTENZA SLITTA A DICEMBRE: DIFESE IN AULA PER LE ARRINGHE FINALI - Molise Web giornale online molisano

"Sistema Iorio", la sentenza slitta a dicembre: difese in aula per le arringhe finali

Slittano al prossimo dicembre le sentenze del processo sul cosiddetto "Sistema Iorio" che sarebbero dovute arrivare oggi.
 
Oggi in aula in Tribunale a Campobasso è stata la volta degli avvocati della difesa che sta cercando di smontare pezzo per pezzo la tesi accusatoria. Si pensava di dover arrivare a sentenza nella giornata di oggi ma non è stato possibile perché le arringhe si sono prolungate e in particolar modo quella dell' avvocato Nicolino Cristoforo, che difende le posizioni dell' ex editore della Gazzetta Del Molise Ignazio Annunziata per il quale nello scorso aprile furono chieste dal pm le condanne più pesanti.
 
Il primo dicembre sarà la volta degli avvocati di altri imputati prima che i giudici si riuniscano in camera di consiglio e decidano per la sentenza di primo grado. 
 
L’inchiesta principale partì dal contratto stipulato dalla società pubblica “Molise Acque” con l’editore della “Gazzetta del Molise”, Ignazio Annunziata (per lui la richiesta è stata di 12 anni di carcere) che, in cambio, avrebbe dovuto promuovere l’azienda. Dal filone principale ne sono poi scaturiti altri. Le indagini furono chiuse nel 2014 e, secondo la Procura, l’editore Annunziata e Iorio, hanno portato avanti lo stesso “disegno criminoso” con il governatore che “compiva atti contrari ai doveri del suo ufficio, effettuando erogazioni economiche regionali al giornale. Decine di migliaia di euro per pubblicità e redazionali”.
 
Sempre relativamente ad Annunziata, dall’inchiesta è emerso che l’editore chiedeva denaro a diversi soggetti per evitare articoli denigratori. C’è poi la parte delle indagini sul concorso per più di duecento assunzioni alla Protezione Civile molisana, guidata all’epoca da Giuseppe Giarrusso. “Ci sono stati predesignati vincitori, peraltro accomunati a Iorio dalla stessa militanza politica – ha scritto la Procura – i quali garantirono propaganda politica per le elezioni del 2013 in cambio del compimento da parte del capo della Protezione Civile, Giuseppe Giarrusso, e in adempimento dei desiderata di Iorio, di atti contrari ai doveri d’ufficio”. Ci furono quindi, per i magistrati, “plurime violazioni di legge” nel concorso sia rispetto “all’ammissibilità dei partecipanti”, sia “nell’attribuzione dei punteggi”. 
 
“Addirittura – ha continuato la Procura – a un candidato fu anticipato il tenore delle domande della prova orale”. La stessa Protezione Civile è finita nell’inchiesta per la locazione dei ponti radio su cui viaggiavano le comunicazioni d’emergenza. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato, falsità materiale e ideologica, estorsione, violenza privata, bancarotta e ricettazione. Dunque, per sapere se giornali e mass media si siano rivelati politicizzati mettendo da parte la libera informazione seguendo le direttive imposte da chi li finanziava e generando così un chiaro conflitto d'interessi, si dovrà aspettare il prossimo dicembre.