«DARE VISIBILITÀ AGLI INVISIBILI», IL PROGETTO PART-TIME RESISTENCE DELL'ARTISTA NICO ANGIULI AL MACTE DI TERMOLI - Molise Web giornale online molisano

«Dare visibilità agli invisibili», il progetto Part-time Resistence dell'artista Nico Angiuli al Macte di Termoli

Benedetta Tirolese
«Dare visibilità agli invisibili». Con queste parole Nico Angiuli, artista, regista e docente all'Accademia delle Belle Arti di Bari, riassume l'obiettivo ultimo del progetto Part-time Resistence che si svilupperà nella città di Termoli nei prossimi otto mesi. Ieri, 19 ottobre 2021, si è svolto, al Museo Macte, il primo di una serie di incontri che culminerà, a giugno 2022, con un'opera performativa firmata dallo stesso Angiuli e curata dalla dottoressa Eugenia Delfini. 
 
Durante questo convegno conoscitivo l'artista ha illustrato la filosofia propria delle sue creazioni cercando di trovare, allo stesso tempo, una connessione con la comunità termolese. I protagonisti assoluti del progetto, così come lo sono stati nelle sue performance passate (tra cui ricordiamo "Tre Titoli", "Amazon Dance" e "The Human Tools", i cui estratti sono facilmente reperibili su YouTube), saranno i più deboli, gli emarginati, quelle figure silenziose presenti in ogni luogo, ma alle quali raramente si presta la dovuta attenzione. Sin dagli albori della sua carriera, Angiuli ha deciso di raccontare questo tipo di storia, di dare, appunto, visibilità agli "invisibili". In merito a questo argomento, tuttavia, egli ha aperto un dibattito constatando che nel mondo odierno «per rivendicare qualsiasi cosa, la visibilità è tutto e, in mancanza di questa, sembra venire meno il motivo stesso per fare».
 
Il fulcro di Part-time Resistence, dunque, dovrà essere proprio il rimarcare la "piccola resistenza", quella invisibile ma altrettanto importante per chi la compie, quella che conduce all'auto-valorizzazione. Le cosiddette "armi dei deboli" saranno oggetto di interesse nei prossimi incontri laboratoriali durante i quali Angiuli vorrebbe che il gruppo cittadino indossasse le vicende di quest'ultimi, cercando altresì di creare delle sintonie personali in modo da radicare al meglio il progetto nella comunità. La resistenza (volutamente in minuscolo) che verrà analizzata, invitando quando possibile figure che vi hanno avuto a che fare, si concentrerà inizialmente su episodi particolari, come l'invenzione del codice comunicativo carcerario in Albania o le prese di posizione delle sarte ebree nel campo di concentramento di Ravensbrück. Tutte iniziative che non avevano come fine quello di trasformare il corso della storia, ma che mantengono ugualmente un valore intrinseco all'azione stessa. «Cosa lasceremo a Termoli, una performance o uno strumento? - conclude Angiuli -. La sfida è costruire insieme una riflessione: c'è sempre uno spazio di azione, anche quando non è visibile».