DOPO IL MERCATO DELL'AUTO, DIVENTA "IBRIDO" ANCHE IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMPOBASSO - Molise Web giornale online molisano

Dopo il mercato dell'auto, diventa "ibrido" anche il Consiglio comunale di Campobasso

di Antonio Di Monaco
Dopo essere entrato nel mercato delle auto, l'ibrido arriva ufficialmente anche nelle istituzioni. Oggi il Consiglio comunale di Campobasso si è riunito, per la prima volta nella consiliatura corrente e, più in generale, nella storia di Palazzo San Giorgio, con questa modalità, ovvero con alcuni consiglieri in presenza e altri collegati da remoto. Eppure, quasi tutti i luoghi pubblici e di aggregazione hanno riaperto, ma l'assise civica totalmente in presenza del capoluogo, quella no, è ancora troppo pericolosa. La proposta era stata avanzata alcune settimane fa in commissione Statuto dalla maggioranza M5S e i soliti maligni avevano asserito che "dopo il reddito, arriverà il consigliere di cittadinanza" o, ancora, che la modalità ibrida permetterebbe a chi, ad esempio, lavora fuori sede di non assentarsi praticamente mai dalle sedute evitando, oltre ai problemi di numero legale per la maggioranza, la decadenza dal suo ruolo istituzionale il cui procedimento scatta - come sancito dallo Statuto comunale - per la mancata partecipazione, non giustificata, a tre sedute consecutive. Tutto questo in barba a quanto disposto nel 25esimo Quaderno Operativo dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in cui sono disciplinate le modalità più opportune per consentire il regolare svolgimento delle sedute degli organi istituzionali in un contesto eccezionale che ha profondamente innovato le modalità di funzionamento degli stessi e, naturalmente, la modalità ibrida messa in campo dalla maggioranza M5S a sostegno del sindaco, Roberto Gravina, non è affatto menzionata.
 
Per tutta risposta, tutta l'opposizione - centrodestra e centrosinistra, con l'astensione sul voto del consigliere Sabusco - ha condiviso la pregiudiziale presentata dal capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, in cui si puntava il dito contro la modalità convocazione della conferenza dei capigruppo da parte del presidente del Consiglio, Antonio Guglielmi, il quale sente l'organismo prima di procedere alla convocazione della seduta consiliare. In questo caso, lo stesso Guglielmi ha dettato le linee guida in cui si prevede "una partecipazione in Aula della metà dei consiglieri e degli assessori" ma, considerando che la questione non è stata definita nella conferenza dei capigruppo, si è data la possibilità di indicare "i nominativi dei partecipanti all'Ufficio di Presidenza anche nella mezz'ora precedente l'inizio della seduta" (ma senza la presenza del pubblico e degli organi di stampa, ndr).
 
Esposito, nel suo intervento, ha affermato che "la convocazione dei capigruppo è stata irrituale senza la definizione di un orario ma con la sola dicitura 'a seguire la conferenza di programmazione', fatto che impedisce di stabilire i termini di presentazione, fissati nelle 24 ore precedenti, degli atti da discutere in Consiglio". In precedenza, il capogruppo di Fi aveva inviato una Pec al presidente Guglielmi stigmatizzando il suo operato e sottolineando che "pensare di convocare organi istituzionali in modo confusionario e non rispondente alle regole con un comportamento reiterato da Superman" e preannunciando la presentazione della pregiudiziale come poi è avvenuto. In seguito, l'intera opposizione ha abbandonato i lavori lanciando un segnale importante sulla pubblicità delle sedute del Consiglio comunale, le quali sono pubbliche per definizione. In questo modo, invece, si priva il cittadino di guardare negli occhi tutti gli eletti per controllare sul campo il loro operato.