SANITÀ SEMPRE PIÙ A... FONDO: ALLAGATO L'INGRESSO DELLE SALE OPERATORIE E PAZIENTI LASCIATI ALLO STREMO IN PRONTO SOCCORSO - Molise Web giornale online molisano

Sanità sempre più a... Fondo: allagato l'ingresso delle sale operatorie e pazienti lasciati allo stremo in Pronto Soccorso

di Antonio Di Monaco
La denuncia è arrivata direttamente al nostro giornale da un lettore: l’ospedale Veneziale di Isernia, ancora una volta, versa in condizioni di degrado preoccupanti. L'ingresso delle sale operatorie era completamente allagato, anche se non è chiaro se le infiltrazioni d’acqua siano riconducibili al maltempo di questi giorni o a una perdita interna. Comunque sia, resta una condizione indegna che non è assolutamente all’altezza di un luogo deputato alla cura degli ammalati in cui il medico o l'infermiere, a loro volta, debbano potersi sentire orgogliosi di lavorare in ospedale. Invece, la sensazione peggiore che provano è la palpabile sfiducia nei loro confronti. Si lavora senza una programmazione, con l'unica certezza che piuttosto che migliorare, ci sia stato un notevole peggioramento della qualità dei servizi e delle condizioni di lavoro.
 
Ma se Atene piange, Sparta non ride. All'ospedale Cardarelli di Campobasso, si rincorrono i record di permanenza dei pazienti all’interno del Pronto Soccorso (addirittura per vari giorni in qualche caso) che poi finiscono nei reparti pressoché disidratati o, comunque, ulteriormente provati. Inutile dire che la causa principale di tutto questo è la nota cronica carenza di personale, ma anche il pressappochismo con il quale i vertici dell'Azienda Sanitaria Regionale adottano nella gestione della struttura pubblica più importante del territorio. Una situazione che, purtroppo, non è solo di oggi, ma che risale, oramai ad anni addietro e a gestioni vecchie e nuove, ma che si è ulteriormente aggravata, negli ultimi mesi, per l’impossibilità dei familiari di stare vicino e assistere i parenti in pronto soccorso oppure in reparto, a causa dei regolamenti Covid che, quasi ovunque, vietano l’ingresso agli accompagnatori dei pazienti. In questi casi il senso di impotenza e la rabbia crescono, soprattutto quando si vedono calpestati i diritti dei nostri cari.