"LA SANITÀ NON HA COLORI POLITICI", IL SINDACO DI TERMOLI ROBERTI: IMPUGNEREMO IL POS COME PRIVATI CITTADINI - Molise Web giornale online molisano
La mozione del centrosinistra e del 5 stelle che chiedeva l' impegnativa come Comune è stata bocciata

"La sanità non ha colori politici", il sindaco di Termoli Roberti: impugneremo il Pos come privati cittadini

Di Benedetta Tirolese
 
Si è concluso con una bocciatura della mozione, 15 contrari a fronte di 9 favorevoli, il Consiglio monotematico richiesto dalle opposizioni di centrosinistra e cinque stelle per l'impugnazione del Pos 2019-21 da parte del Comune di Termoli.
L'epilogo della serata può sembrare contraddittorio, se da un lato infatti il Comune in quanto tale non presenterà il ricorso, lo faranno Francesco Roberti e i suoi consiglieri come privati cittadini affiancando l'associazione Cuore Molisano. Secondo la maggioranza non sarebbe il caso di spendere ulteriori soldi pubblici quando le rimostranze private sono già in atto e aperte a chiunque voglia partecipare.
 
A sostegno della mozione presentata sono state invitate al Consiglio anche le associazioni impegnate nella difesa della sanità basso molisana, come il Comitato San Timoteo e Molisanità L113. Ad aprire la riunione è stato, infatti, proprio l'ingegner Nicola Felice presidente del Comitato San Timoteo: «l'azione che adesso va fatta- ha dichiarato- è vederci uniti, supportarci, per avere rapporto diretto con il Governo tramite la Conferenza dei sindaci. Il Consiglio regionale va superato, la partita la devono trattare i sindaci». A seguire l'intervento di Cinzia Ferrante, presidente di Molisanità L113, che ancor più nello specifico ha rimarcato la necessità di impugnare un Pos che tende ad essere «ancor più reverenziale verso il privato accreditato e che- continua- non contiene al suo interno soluzioni relative ai problemi presenti nell'ospedale di Termoli».
 
Per la minoranza è stato invece il consigliere Sbrocca ad illustrare per primo le motivazioni della mozione definita «urgente», in quanto, ha affermato, se «questo Piano Operativo dovesse divenire atto compiuto si arriverebbe ad una chiusura sostanziale del San Timoteo», «uno smantellamento della sanità molisana a favore delle private» ha aggiunto Vigilante. 
 
Il Consiglio, partito inizialmente con l'intento di mantenersi lontano dalle polemiche politiche, anche su esplicita richiesta di Nicola Felice, non è riuscito nell'intento, scadendo, come spesso accade, in una triste caccia al colpevole. Da Frattura a Iorio nessun ex presidente di Regione è stato risparmiato dal rimbalzo di responsabilità. Lo stesso Donato Toma, attuale Commissario ad acta e grande assente della serata, è stato preso in causa e tacciato di incoerenza, viste le sue dichiarazioni passate. Le parole del consigliere Sbrocca non concedono sconti: «Chi non si presenta ha sempre torto e questo è il punto».
 
Secondo Di Michele, consigliere di minoranza per i 5Stelle, la mozione non sarebbe stata votata per «non andare contro il Commissario Toma», anche se il sindaco ha tenuto a ribadire: «non ho amici- facendo riferimento proprio al Presidente di Regione- e la battaglia la farò a prescindere dalla politica, perché - sottolinea- la sanità non ha colori politici e questo territorio ce lo dobbiamo difendere da soli, senza partiti e coalizioni». Anche il consigliere di maggioranza Marone ha sottolineato come non si tratti di «appartenenza politica», rimarcando di aver, in realtà, «già impugnato il Pos senza clamori, a differenza del Pd che non ha mai fatto nulla».
 
Che la sanità vada tenuta, per quanto possibile, fuori da ogni appartenenza politica è stato quello che possiamo definire il mantra della serata, da tutti ripetuto durante le costanti frecciatine proprio di carattere politico sia locale che regionale e nazionale.