TRASPORTI, MANCATO ACCORDO TRA ATM E FAISA-CISAL: 19 NOVEMBRE SCIOPERO CONDUCENTI - Molise Web giornale online molisano

Trasporti, mancato accordo tra ATM e FAISA-CISAL: 19 novembre sciopero conducenti

La FAISA-CISAL dichiara lo sciopero ATM spa il giorno 19 novembre 2021 dalle ore  19.00 ad ore 23.00.

 Le motivazioni, come riporta il sindacato, risiedono nel fatto che la società ATM spa ha ridotto i previsti riposi settimanali di 45 h del personale di guida  che effettua percorsi sopra i 50 km, cui applicabile il reg. CE n.561/06, sostenendo la  non applicabilità della normativa, in quanto gli autisti, effettuando frequenti fermate,  percorrerebbero tutte “tratte” sotto i 50 km. A supporto, cita la sentenza della Corte di  Appello di CB: “ ...Il Regolamento comunitario, nel prevedere norme più  stringenti per la salvaguardia della salute dei lavoratori e per la sicurezza dei servizi,  ha limitato il proprio campo di applicazione ai servizi ritenuti oggettivamente p logoranti e faticosi, perché sviluppati su una lunga percorrenza e sui tempi di guida più  gravosi … il servizio che si arresta ogni 10 o 15 km per l’effettuazione di fermate per la  salita e la discesa dei viaggiatori e per l’emissione dei titoli di viaggio, per sosta  inoperosa, dovendo essere configurato, a tutti gli effetti, ad un servizio che colleghi due località distanti fra loro meno di 50 km”.  

FAISA-CISAL risponde affermando che: «La legge, in realtà, prevede tutt’altro. La parola “tratta”è inesistente nel reg. CE  561/06 ed anche, almeno nel significato attributo, nel C.d.S.. Il D.Lgs n. 67/11 ha inserito il conducente di veicoli, di capienza complessiva non  inferiore a nove posti, adibito a servizio pubblico, fra i mestieri particolarmente faticosi  e pesanti (usuranti), non ha inserito il conducente di camion che effettua lunghe  percorrenze. Quindi, è esattamente il contrario. Ulteriore criticità della questione è che il 98% delle fermate in regione per il  servizio pubblico sono illecite, perché non in regola con quanto prevede il C.d.S.,  per cui il dipendente/autista, oltre a rischiare civilmente e penalmente, si vede  ridurre ingiustamente il riposo, per aver obbedito agli ordini dell’azienda e non a  quelli del C.d.S..  Infine, non si può fare a meno di segnalare che sia le fermate sia la riduzione dei  riposi sono due violazioni di legge, inerenti la sicurezza, per cui l’autista molisano  potrebbe anche non essere sanzionato in Regione, ma, senz’altro, appena fuori dei  confini regionali».