"FONTANE DELLA MEMORIA". AL VIA IL PROGETTO CHE INCLUDE CINQUE COMUNI IN PROVINCIA DI ISERNIA - Molise Web giornale online molisano

"Fontane della memoria". Al via il progetto che include cinque comuni in provincia di Isernia

Una fontana come incrocio di conoscenza, riconoscenza e riflessione sulla storia del luogo che ristora con l’acqua e sul coraggio di persone che hanno detto no alla criminalità organizzata e per tale ragione non sono state uccise della mafia. C’è questo connubio, fortemente simbolico, nell’intervento denominato “Fontane della memoria” del progetto “Sentieri di Acqua e Pietra” (Sap) della Direzione regionale Musei Molise (programma Musst#2 del Ministero della cultura).

Fontane, fontanili, abbeveratoi, lavatoi e altri punti di sorgente: da questi luoghi presenti nella Valle del Volturno prende vita l’attività che punta a compiere, da una parte, un’azione di recupero dei punti idrici e, contestualmente, vuole commemorare il valore dell’impegno civile. Ogni singola fontana infatti sarà dedicata a una vittima di mafia per sostenerne ricordo ed esempio. All’intervento della Direzione regionale Musei Molise collabora l’associazione Libera di Don Ciotti.

Le “Fontane della memoria” sono state individuate su tre brevi sentieri: Rocchetta a Volturno/ Pozzilli-Venafro / Longano-Castelpizzuto. Lungo questi tragitti, che si innestano al principale sentiero che attraversa idealmente l’intera Valle del Volturno, saranno apposte alcune strutture divulgative. In tali bacheche sarà riportato il nome della sorgente, il toponimo del luogo e una mappa delle diverse tappe con l’indicazione di sorgenti e luoghi d’interesse prossimi al sentiero, e ogni altra utile indicazione sentieristica. A ridosso delle fontane prescelte, invece, si troverà una diversa e specifica bacheca nella quale sarà indicato il nome della vittima di mafia, la sua storia, le circostanze che lo hanno coinvolto e una sua immagine.

La fontana dunque sarà punto di ristoro e refrigerio, valore dell’acqua e della pietra, e opportunità di conoscenza del nome e della storia del luogo e delle dolorose ma esemplari vicende di chi in Italia ha combattuto le più odiose forme di criminalità.

L’intervento, parte del progetto SAP della Direzione regionale Musei Molise, nasce da un’idea del direttore della Scuola permanente di educazione alla sostenibilità di Castelpizzuto, Massimo Mancini, ed è condotto in collaborazione con la società JustMò di Campobasso.