POS, LA BORDATA DEL CENTROSINISTRA AL COMUNE: "SANITÀ AL COLLASSO IN TERMINI DI VITTIME COVID E CURE ORDINARIE NEGATE" - Molise Web giornale online molisano

Pos, la bordata del centrosinistra al Comune: "Sanità al collasso in termini di vittime Covid e cure ordinarie negate"

di Antonio Di Monaco
Continua il fuoco incrociato sul Piano Operativo Sanitario 2019-2021 varato dal presidente-commissario, Donato Toma. Questa mattina è toccato all'opposizione di centrosinistra al Comune di Campobasso che ha tenuto una conferenza stampa con il capogruppo del Pd, Giose Trivisonno, le consigliere, Bibiana Chierchia, Alessandra Salvatore e il rappresentante della Sinistra per Campobasso, Antonio Battista, per illustrare una mozione, da discutere nel prossimo Consiglio comunale, con cui si impegna il sindaco, Roberto Gravina, "affinché invii al commissario-presidente Toma, ai parlamentari molisani e al ministro della Salute la presente presa d’atto sulle criticità del Programma Operativo Sanitario 2019-2021 e degli atti commissariali e aziendali successivamente adottati". In particolare, "non si fa alcun cenno alla pandemia e alle esigenze di rafforzare i pronto soccorso e potenziare i reparti di malattie infettive, i posti di terapia intensiva e subintensiva. Non si trova cenno alcuno al centro Covid. Non c’è stato alcun superamento del decreto Balduzzi: occorreva una deroga da ottenere rispetto ai parametri fissati dal decreto con riferimento ad alcune specialità come la neurochirurgia. E non c’è - hanno aggiunto - alcun superamento della impostazione del Pos precedente nello squilibrio tra posti letto per acuzie al pubblico e posti letto al privato (64 % al pubblico e 36 al privato)”.
 
Invece, "si tolgono finanziamenti vitali ai soggetti che si occupano del 118 e si dichiara espressamente che si punta al settore privato per il recupero della mobilità passiva. La sanità pubblica del Molise - hanno rimarcato Trivisonno, Chierchia, Salvatore e Battista – era già in ginocchio e ora è sull’orlo del collasso: in Molise i cittadini hanno pagato un alto prezzo sia in termini di vite umane (circa 500 morti) sia in termini di cure negate per impossibilità di accedere ad alcune prestazioni e per le lunghe liste di attesa soprattutto nell’ambito degli screening oncologici. In Molise il ministero ha rilevato un ulteriore arretramento rispetto a livelli essenziali di assistenza. In Molise occorreva mettere in campo, approfittando dei finanziamenti erogati per l’emergenza pandemica, azioni fuori dall’ordinario con la creazione di una struttura Covid dedicata mai realizzata, con il potenziamento della medicina territoriale destinata di integrare efficacemente il sistema ospedaliero e con il rafforzamento e la riqualificazione di quest’ultimo con strumentazione moderna e personale numericamente adeguato”.
 
Infatti, "rispetto alla carenza di personale medico e infermieristico che sta portando alla chiusura di reparti fondamentali di tutti i presidi ospedalieri, dalla pediatria del Cardarelli alla emodinamica del San Timoteo, la strategia sembrerebbe essere incentrata sulla valorizzazione del personale attualmente in servizio mentre non si chiarisce come si intenda realizzare la indispensabile implementazione numerica del personale. Il piano assunzionale da poco adottato dalla Asrem che ricalca il vecchio Piano di circa 900 assunzioni rischia di rimanere inattuato se non si mettono in campo azioni straordinarie per l’arruolamento del personale”. Nella mozione inoltre si parla, infine, anche dell’ospedale di Agnone, “destinato al declassamento da ospedale di area disagiata a ospedale di comunità. Si ragiona di potenziamento del sistema di assistenza territoriale ma non si delinea una strategia per realizzarlo. L’area della disabilità continua essere caratterizzata dalla inadeguatezza numerica del personale dedicato e a ciò si aggiunge l’inadeguatezza dei fondi. Non adeguata neanche la parte relativa alla salute mentale”. La sanità pubblica molisana, più che ad un passo dal baratro, continua a sprofondarvi sempre di più.