LEGGE DI BILANCIO E DIRITTI ESSENZIALI, AIUTI AI COMUNI CON I LEP PER ASILI NIDO E DISABILI - Molise Web giornale online molisano

Legge di Bilancio e diritti essenziali, aiuti ai Comuni con i Lep per asili nido e disabili

di Antonio Di Monaco
Sono stati inseriti nella legge di Bilancio i Lep sugli asili nido e i Lep per il trasporto scolastico degli studenti con disabilità che consentirà in questi due settori di superare il criterio della spesa storica e permetterà a tutti i Comuni di avere le risorse necessarie per assicurare un posto al Nido almeno al 33% dei bambini residenti entro il 2027 e il trasporto scolastico agli alunni con disabilità, indipendentemente dal luogo di residenza o di nascita. "Per la prima volta - ha commentato la parlamentare molisana di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione - è prevista una soglia minima di posti al nido finanziati dallo Stato, sotto la quale nessun Comune potrà scendere. Un impegno che si aspettava da tempo, soprattutto nel Mezzogiorno". 
 
Si tratta dei servizi essenziali che, essendo connessi a diritti civili e sociali, devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Dalla riforma del 2001 sono previsti dalla Costituzione, che assegna allo stato il compito di definirli. Stabilire i Lep significa decidere, per ciascun servizio essenziale, un livello garantito e valido ovunque. È uno dei passaggi previsti dal percorso di riforma del federalismo fiscale, ed è forse una delle questioni più complesse da affrontare. Se si decide che ogni ente locale deve offrire uno standard inderogabile per legge (ad esempio, un rapporto massimo tra il numero di alunni con disabilità e gli assistenti all'autonomia nelle scuole), poi lo Stato deve anche corrispondere le risorse necessarie. Soprattutto per i territori che non riuscirebbero da soli, con risorse proprie in modo da ridurre le disparità tra gli enti con maggiori risorse, che possono provvedere in autonomia, e quelli con minore capacità fiscale, che non potrebbero farlo senza l'aiuto della perequazione. Si tratta di quanto stabilisce la carta costituzionale dopo la riforma del titolo V, sia attraverso un fondo perequativo senza vincoli di destinazione, sia con ulteriori interventi speciali per ridurre gli squilibri tra gli enti.