POS 19-21, PASSA LA LINEA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: IL COMMISSARIO ANNULLI L'ATTO - Molise Web giornale online molisano
Toma si è astenuto insieme a tutto il centrodestra in aula. Silenzio assordante dei consiglieri Pd

Pos 19-21, passa la linea del Movimento Cinque Stelle: il commissario annulli l'atto

di Viviana Pizzi
Con 9 voti favorevoli  (Facciolla, M5stelle, Iorio e Romagnuolo) e sette astenuti è stata approvata la mozione del  Movimento Cinque Stelle  che ha chiesto in aula l'annullamento del Pos 2019-2021. Lo ha fatto tramite il consigliere regionale Andrea Greco il quale ha sottolineato i troppi sprechi che sono stati fatti per la gestione dei privati accreditati che hanno delimitato la linea della sanità in Molise. In un primo momento Toma è stato assente dall'aula ed è rientrato solo per concludere la votazione e dichiarare la sua astensione in aula. 
 
"Il piano che avevano redatto Giustini e Grossi - ha sottolineato Greco - era ben diverso da quello che ha adottato Toma, lo abbiamo letto tutti. Se non si è d'accordo con alcuni provvedimenti si va al Ministero e si sbattono i pugni per determinate approvazioni. Un piano che finisce di privatizzare alcuni reparti favorendo strutture di altre regioni. Il sistema pensato da quel piano operativo non può reggere. Siamo sotto di 15 milioni di euro secondo la Corte dei Conti e sono a rischio le premialità che le altre regioni ci avevano anticipato. Se si avviano azioni di recupero la Regione possiamo chiuderla. Vanno via figure centrali che non vogliono avere a che fare con l'Asrem. Siamo noi a dover tutelare questo diritto alla salute. Cosa deve fare l'avvocato Oreste Florenzano per essere mandato a casa. Dei 14 obiettivi che gli aveva dato la Giunta nemmeno la metà sono stati raggiunti. Un direttore che non raggiunge risultati può essere rimosso. C'è anche la conferenza dei sindaci che può dare un parere in tal senso. La nostra sanità non è più appetibile né per i professionisti e neppure per i giovani. Fate capire a Toma che non è più tempo di tutelare chi non riesce a dare i risultati raggiunti". 
 
Sul punto è intervenuto anche il consigliere regionale Michele Iorio  secondo il quale "da troppo tempo la sanità è lasciata alle valutazioni da chi ha il compito di governare la nostra regione". "I cittadini- continua Iorio - non si fidano più della loro sanità e vanno fuori a curarsi. Dalla pandemia si fanno soltanto interventi di emergenza ormai da mesi. Significa trascurare tutti i ricoverati che da mesi aspettano di essere curati. Situazione che può essere affrontabile per qualche giorno ma non per mesi. A Termoli ormai questa situazione è abituale. Questa regione ha bisogno di aiuto dal ministero della Sanità e dell'economia, dal Governo nazionale che rappresenta tutti i partiti. Basta al ricatto amministrativo che il tavolo tecnico rivolge a questa regione indipendentemente dal Commissario, situazione che peggiora quando la figura coincide con quella del presidente della Regione. La verità è quel documento è scritto dal presidente dell'Agenas. Giustini sentì la necessità di portare al Consiglio l'attenzione sul Pos. Poi non se l'è sentita di approvarlo. Lo ha fatto poi Toma con Roma che ha imposto il volere al suo Presidente nominandolo commissario. Come quando Frattura non andò al tavolo per il Balduzzi perché la politica disse che se si opponeva gli toglievano il ruolo di commissario. Lo dico perché ero opposizione in consiglio regionale. Sono sicuro di quel che dico perchè la storia ci dovrebbe insegnare molto. E' arrivato il momento di fare il punto della situazione. Mi aspettavo le barricate su questo Pos. Invece prima abbiamo visto la firma e poi la smentita. Credo che questa Regione deve aprire un tavolo di confronto politico col  Governo e non con il tavolo tecnico che guarda solo i conti. Sicuramente c'è da fare anche qualche piccolo taglio ma c'è bisogno di avere un piano diverso da quello di altre regioni. Mi aspetto da parte del Presidente Toma una presa di posizione che non deve essere polemica ma che trovi la soluzione di uscire fuori da questa situazione. Affronti la questione del Pos agendo per il bene della Regione". 
 
Il consigliere Angelo Primiani si è invece soffermato su riflessioni di carattere operativo che riguardano la sanità molisana. "Accadono cose inaccettabili - ha sottolineato- come la dimissione degli anestesisti che ha bloccato interventi già programmati. Dimissioni arrivate per una difficoltà ad operare in un ambiente sereno. E' notizia di questi giorni la possibile concreta chiusura del reparto di pediatria a Campobasso. Non è pensabile accorpare i tre reparti per questa drastica soluzione di emergenza. C'è anche in ballo la chiusura del laboratorio di fibrosi cistica perché non si trova un sostituto alla dottoressa che se ne occupava. Oggi si può operare in questa regione solo per interventi di emergenza urgenza. Mettere in discussione l'operato del direttore generale Florenzano non è più una questione ideologica". 
 
Voto favorevole anche della consigliera Aida Romagnuolo che chiede un nuovo confronto alla Regione sull'annullamento del Pos. "La nostra regione deve vivere non sopravvivere- ha sottolineato- noi vogliamo curarci in Molise"
 
In dichiarazione di voto favorevole sono intervenuti i consiglieri regionali Fabio De Chirico, Patrizia Manzo, Vittorio Nola e nuovamente il capogruppo del Movimento Andrea Greco il quale come Manzo ha sottolineato l'indifferenza verso i problemi dei cittadini molisani. 
 
Alla fine del dibattito è tornato in aula ed è intervenuto il presidente della Regione Donato Toma che sottolinea di aver ascoltato dal transatlantico tutti gli interventi fatti. "Il commissariamento esterno di questa regione - ha sottolineato Toma - è stato voluto dal Movimento Cimque Stelle che ha sottolineato i tre anni e mezzo di macerie. Nessuno è stato dietro la mia porta per avere confronto con me, evidentemente mi considerate incorruttibile. Per quanto riguarda il rientro sanitario avete sbandierato ai 4 venti che ci voleva un commissario esterno. Ma per il debito stavamo meglio prima. Chi mi ha preceduto ha fatto meglio di Giustini. Mi sono trovato davanti a tutti i decreti commissariali esterni. L'impugnativa non è uno scandalo ma un diritto. Ma attenzione ci sono diverse impugnative in corso. Ingerirsi in questa azione oggi significa spingere un commissario a contravvenire agli acta che ha ricevuto. Nella mia nomina è stato sottolineato che io dovessi adottare un determinato piano. L'adozione presuppone un ciclo già compiuto. Voi del Movimento Cinque Stelle avete dato in mano un commissariamento che doveva risolvere i problemi della sanità. L'unico presidente che ha tenuto testa a chi pretendeva di dettare legge sono stato io. Viva il centrodestra. Il populismo facile dice al commissario di ritirare un piano che può ritirare il Governo oppure il Tar. Non parteciperò per questo alla votazione". 
 
In aula non si è udito alcun intervento da parte del Partito Democratico con la consigliera Micaela Fanelli assente in aula.  Un silenzio assordante che arriva dopo la presentazione oltre il tempo massimo del proprio ricorso contro il Piano operativo sanitario.