L'ANALISI DOPO IL CONSIGLIO REGIONALE: IL POPULISMO GRILLINO VINCE CONTRO UN CENTRODESTRA CHE NON ESISTE PIÙ - Molise Web giornale online molisano
di Viviana Pizzi
 
Quello che è accaduto oggi in Consiglio Regionale sa di farsa tragicomica (qui la cronaca)  e sembra come al solito il teatro dell'assurdo. Ma da tutto questo viene fuori un dato che non può essere messo in discussione: il populismo del Movimento Cinque Stelle, che in aula ha avuto il monopolio del dibattito, ha comunque avuto la meglio su una maggioranza assente e che si trascina stancamente sperando di riuscire a centrare l'obiettivo della resistenza fino al 2023. 
 
In aula vince una mozione irricevibile in cui consiglieri regionali del Movimento, come ha sottolineato lo stesso Toma, chiedono al commissario di violare gli acta che gli ha imposto il Governo: firmare il Pos altrimenti sarebbe stato rimosso dalla carica ottenuta. E' logico che, nonostante la mozione sia passata, Toma commissario non revocherà un bel nulla e attenderà in questo senso le direttive del Tar Molise che inizierà proprio domattina a discutere i ricorsi presentati dalle varie associazioni. Una mossa in aula, in cui si è chiesta anche la rimozione di Florenzano, speculare alla raccolta di firme che verrà attivata giovedì mattina a Isernia, documento ai più sconosciuto. Due atti di facciata che sembrano essere la versione edulcorata del vaffa day di grillesca memoria. E che fanno il paio con la presentazione oltre il tempo massimo del ricorso al Pos da parte del Pd, che il Tar stesso giudicherà irricevibile. Insomma due finte dal punto di vista politico che dovrebbero far apparire l'opposizione come forza politica attiva, ma che alla fine con queste strategie gioca al tirare a campare esattamente come la maggioranza. 
 
Ma cosa ha dimostrato il centrodestra nella giornata di oggi? Di non voler difendere affatto la posizione di Toma commissario scegliendo, così come ha fatto lui stesso (ma giustificato dal suo ruolo ndr), di non votare per il proprio leader ma di astenersi. Ma i voti di astensione sono stati solo 7. Non undici come dovrebbero essere se la maggioranza in consiglio ci fosse. Quattro consiglieri che fanno capo a Toma non erano presenti in aula. E insieme a loro  anche Micaela Fanelli del Pd. Assenze strategiche? Forse sì e servono a dimostrare a Toma non solo tutta la debolezza del centrodestra in Molise, ma anche che la riunione voluta dalla segretaria di Forza Italia, l'onorevole Annaelsa Tartaglione, non ha compattato nessun rango se davanti a una cosa strategica come il Pos non si è riusciti a difendere la posizione di Donato Toma commissario. 
 
Gli unici coerenti in tutto questo restano i consiglieri di Fratelli d'Italia Michele Iorio e Aida Romagnuolo. Che continuano ad essere forza critica ma sempre all'interno della maggioranza almeno a livello formale per non perdere le presidenze della seconda e della terza commissione. Tutto farebbe pensare alla possibilità di elezioni anticipate ma i beneinformati dicono che non se ne parla comunque prima della legge di bilancio 2022. I cosiddetti saltafosso non sono ancora pronti a tornare al voto perchè non tutti hanno  scelto la propria strada. Appena lo faranno Toma potrebbe avere le ore contate.