ECONOMIA IN MOLISE, I DATI DI BANCA D'ITALIA: C'È RIPRESA NEL POST PANDEMIA - Molise Web giornale online molisano

Economia in Molise, i dati di Banca d'Italia: c'è ripresa nel post pandemia

Nel corso del 2021 il progredire della campagna vaccinale e l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia hanno favorito anche in Molise un graduale rafforzamento del quadro congiunturale. La domanda interna ha beneficiato della ripresa della spesa per consumi e di quella per investimenti, sostenute dal miglioramento della fiducia di famiglie e imprese; le esportazioni hanno continuato a espandersi, trainate dall’ulteriore crescita del comparto automobilistico e dal recupero delle vendite estere dei prodotti chimici. Nel settore industriale, nonostante le difficoltà emerse per l’approvvigionamento di input produttivi, il sondaggio della Banca d’Italia ha rilevato una netta prevalenza di aziende che hanno accresciuto il fatturato nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2020; anche nel confronto con i livelli di attività registrati nel 2019, prima dell’insorgere della pandemia, la maggior parte delle imprese ha indicato una stima del fatturato su valori analoghi o superiori. Sono inoltre cresciuti gli investimenti industriali che, nelle previsioni degli imprenditori, dovrebbero continuare ad aumentare anche nel prossimo anno. Il settore delle costruzioni ha registrato un significativo incremento delle ore lavorate, che si sono collocate su valori superiori a quelli precedenti l’emergenza sanitaria; vi ha influito il buon andamento sia del comparto delle opere pubbliche sia dell’edilizia residenziale, che ha beneficiato anche degli incentivi fiscali promossi a livello nazionale. I servizi privati non finanziari, maggiormente penalizzati dalla pandemia, hanno mostrato nel corso del 2021 segnali di una graduale ripresa dei livelli di attività, che hanno interessato anche il commercio e il turismo. Nel primo semestre dell’anno si è progressivamente ridotto l’utilizzo da parte delle imprese delle moratorie sui crediti mentre è proseguito il ricorso alle garanzie pubbliche; ne è conseguita una crescita ancora intensa dei prestiti al settore produttivo, a cui si è accompagnato un ulteriore incremento delle riserve liquide. Le assunzioni di lavoratori dipendenti sono tornate a crescere, mantenendosi tuttavia su livelli ancora inferiori a quelli del 2019; il numero di cessazioni di posizioni lavorative alle dipendenze è rimasto invece molto contenuto, anche grazie alle misure a supporto dell’occupazione, consentendo così un progressivo incremento delle attivazioni nette, alimentato dalle posizioni a tempo determinato. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è comunque rimasto su valori eccezionalmente elevati nel confronto con i livelli precedenti la pandemia ed è ulteriormente cresciuto l’utilizzo degli altri strumenti di sostegno al reddito delle famiglie. L’espansione del credito in regione si è rafforzata nel primo semestre dell’anno, alimentata soprattutto dalla prosecuzione della crescita dei prestiti alle imprese e dalla ripresa del credito alle famiglie; su quest’ultima hanno influito sia l’accelerazione dei mutui per l’acquisto di abitazioni sia la ripresa del credito al consumo, in particolare nella componente finalizzata all’acquisto di beni durevoli. Gli indicatori della qualità del credito sono rimasti pressoché invariati, beneficiando anche del miglioramento del quadro congiunturale e della prosecuzione delle misure pubbliche a sostegno delle condizioni economiche e finanziarie di imprese e famiglie. La raccolta bancaria è stata ancora alimentata dall’intensa crescita dei depositi, sebbene in rallentamento rispetto allo scorso anno.