IL RICORDO DI MENNEA A TERMOLI, LA TESTIMONIANZA DI VANNI LORIGA - Molise Web giornale online molisano

Il ricordo di Mennea a Termoli, la testimonianza di Vanni Loriga

Dopodomani, venerdì 19 novembre, la città di Termoli ricorderà Pietro Mennea dedicandogli una strada ed un murale: bellissimo e commovente appuntamento con la storia dell’uomo più veloce del mondo e l’ancor più Grande Storia dell’atletica azzurra proprio in quest’anno d’oro di Tokyo 2020 dove le numerose medaglie olimpiche hanno onorato tutta l’Italia.
 
Scrive il giornalista Nino Vinella: «Ben oltre il laconico annuncio istituzionale (carente peraltro di ogni riferimento al doveroso coinvolgimento della città natale di Pietro Mennea sotto l’aspetto prettamente amministrativo, specie durante l’attuale gestione commissariale), i barlettani dalla memoria lunga sono ormai rimasti forse in pochi come testimoni di quel tempo: i figli del compianto Alberto Autorino suo primo insegnante di ginnastica al Cassandro; il suo primo allenatore ufficiale Franco Mascolo; il dottor Vito Lattanzio figlio del grande primario chirurgo professor Lattanzio presidente dell’Avis
sua prima società sportiva; Luigi Damato, compagno di gara ed oggi valente scrittore; Savino Albanese detto “cavallo” suo impareggiabile compagno di allenamenti; il professor Francesco
Montenero anch’egli suo coach quale compagno di preparazione… Ed anche l’avvenuta, brillante rinascita del Gruppo Sportivo AVIS Barletta sotto la guida tecnica di Eusebio Haliti sta riportando alla ribalta nazionale come un fantastico ritorno al futuro quel glorioso passato. Mentre dalla vicina Trinitapoli il suo collega di staffetta professor Giuseppe Acquafredda lo ricorda sempre con particolare affetto e s’impegna a tramandarne memoria. Come chi scrive…».
 
Perché Termoli? Per rispondere a questa domanda Vinella si fa aiutare da Vanni Loriga, storico giornalista sportivo, che ricorda: «Il 16 aprile 1967 fu, come già è stato scritto, un giorno storico per l’atletica italiana. Quella domenica, mentre Silvano Simeon migliorava per tre volte il record di Adolfo Consolini nel lancio del disco (57,86, 57,90 e 59,96 contro il precedente 56,98), il quindicenne Pietro Mennea disputava la sua prima gara in trasferta per correre a Foggia sulla distanza degli 80 metri piani.  Aveva iniziato come marciatore nell’AVIS Barletta ma diventava in quel momento un velocista dopo aver avvicinato l’atletica con la marcia». Poi la svolta, e qui entra in gioco la cittadina molisana: «Del Mennea velocista - continua, infatti, Loriga- avemmo notizie più precise l’anno dopo, quando, nel 1968, appena sedicenne, vinse a Termoli la “Leva della Staffetta” organizzata dal Corriere dello Sport». Conclude poi la sua testimonianza: « Da allora non ci perdemmo mai di vista e ritengo di essere il giornalista che ebbe con lui, in una quarantina di anni, i maggiori contatti, durante e dopo la carriera agonistica. Fui al suo fianco anche quando nel 1997 per i XIII Giochi del Mediterraneo svoltisi a Bari ricevette nel Teatro Curci a Barletta il Collare Olimpico dal presidente del CIO Samaranch ed in parecchie altre occasioni legate al ricordo di Lattanzio e alla presentazione di alcuni libri firmati da Pietro. Fui addirittura soprannominato il “Menneologo” e pertanto non mancai di meravigliarmi quando in un certo film TV fui presentato come suo fiero avversario…».