RISCHIO VOTO ANTICIPATO? BASTANO 30MILA EURO PER IL VITALIZIO: IL SOLLIEVO DEI PARLAMENTARI MOLISANI TUTTI AL PRIMO MANDATO - Molise Web giornale online molisano

Rischio voto anticipato? Bastano 30mila euro per il vitalizio: il sollievo dei parlamentari molisani tutti al primo mandato

di Antonio Di Monaco
A prescindere da chi sarà il prossimo presidente della Repubblica, i parlamentari - compresi ovviamente quelli molisani e anche l'unico rimasto della pattuglia M5S, Antonio Federico, il cui regolamento prevede la restituzione di un minimo di 2mila euro al mese da decurtare dal proprio stipendio e 300 euro da destinare invece allo sviluppo della piattaforma Rousseau - prenderanno comunque la pensione. Specialmente se Mario Draghi diventasse davvero Capo dello Stato e si andasse ad elezioni anticipate. Tutto questo anche senza aver maturato i fatidici 4 anni e sei mesi di mandato. A deputati e senatori in carica basterà versare circa 3mila euro al mese per riscattare quelli mancanti alla fatidica data del 24 settembre 2022, quando per le regole delle due Camere matureranno automaticamente il diritto al vitalizio compiuti i 65 anni. La cifra chiesta per il “riscatto“, circa 30mila euro da qui ad allora, è ben poca cosa visti gli stipendi parlamentari e l’assegno di fine mandato, l’equivalente del Tfr pari all’80% dell’indennità per ogni anno (o frazione “non inferiore ai sei mesi”). Si parla di circa 40-50mila euro. 
 
Potranno festeggiare tutti i parlamentari in carica alla prima legislatura, vale a dire il 68% dei deputati e il 73% dei senatori che si rifugiavano dietro la poltrona ad ogni crisi di governo o accenno allo scioglimento delle Camere. Ora sanno infatti che la pensione la prenderanno in ogni caso, che non è poco vista l’incertezza di essere riletti nella prossima legislatura che avrà seggi ridotti e, per per questa bella notizia, devono ringraziare Augusto Minzolini ed altri ex colleghi che hanno presentato il loro ricorso, prima respinto poi accolto dall’insindacabile Commissione di Garanzia di Palazzo Madama, che ha aperto la breccia per tutti.
 
La sentenza stabilisce infatti che chi non ha maturato ancora i requisiti temporali potrà versare le mensilità mancanti. Nel caso, dovrà farsi carico sia dei versamenti ordinari a carico del parlamentare, pari al 25%, sia di quelli normalmente a carico dell’amministrazione che sono pari al restante 65%. La questione, infine, ha anche un peso politico per la prossima elezione del presidente della Repubblica e per le eventuali conseguenze sul governo di unità nazionale.