MENÙ VEGANI E VEGETARIANI A SCUOLA, BASTERÀ LA RICHIESTA DI UN GENITORE PER OTTENERLI - Molise Web giornale online molisano

Menù vegani e vegetariani a scuola, basterà la richiesta di un genitore per ottenerli

di Antonio Di Monaco
Basterà la richiesta di un genitore, senza la necessità di presentare alcun tipo di certificato o attestazione medica, per ottenere un pasto vegano o vegetariano a scuola, ma anche negli ospedali e nelle strutture assistenziali. La decisione è ufficiale grazie al decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale ‘Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera,  assistenziale e scolastica’ a firma dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con i ministri della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani e delle Politiche Agricole Alimentari, Stefano Patuanelli. Nella premessa si precisa anche che “la prescrizione medica non si riferisce alle diete per fini etici, culturali, religiosi" e, dunque, si supera ogni diversa interpretazione che già in passato ha portato alcune amministrazioni comunali a chiedere un certificato medico (ad esempio l’ex giunta di Virginia Raggi, a Roma, per le scuole).  
 
In realtà, le linee guida precedenti, fin dal 2010 (e con una nota chiarificatrice emanata nel 2016) stabilivano che “non essendo una malattia, la scelta etica e culturale vegana o vegetariana di una persona, di una famiglia, così come le scelte alimentari religiose, non sono sindacabili né attestabili o certificabili da un medico”. Ma, a destare preoccupazione, era stata una bozza circolata a gennaio dello scorso anno che, invece, andava in tutt’altra direzione. Di fatto, anche diverse amministrazioni comunali avevano deciso la necessità di una attestazione medica. Nel luglio 2020, il ministero della Salute aveva chiarito che “la prescrizione medica è necessaria solo per le diete che, per cause patologiche, richiedono, necessariamente, l’esclusione di determinati alimenti”, mentre le precedenti Linee di indirizzo già indicavano che “in particolare il servizio di ristorazione scolastica deve prevedere la possibilità di pasti specifici per determinate condizioni cliniche (allergie/intolleranze) o esigenze etiche/culturali/religiose”, distinguendo nettamente “i regimi alimentari connessi ad aspetti di natura etica, culturale e religiosa, rispetto alle diete ad esclusione, legate esclusivamente a condizioni patologiche, come le allergie e le intolleranze alimentari”. Per queste ragioni, si concludeva, “il percorso diagnostico ‘ad hoc’ non può essere in alcun modo confuso con un regime alimentare vegetariano o vegano.