SUPER GREEN PASS, REGIONI UNITE CONTRO I NO VAX: "CORSIE PREFERENZIALI PER I VACCINATI". ANTICIPO A 5 MESI PER LA TERZA DOSE - Molise Web giornale online molisano

Super Green Pass, Regioni unite contro i No Vax: "Corsie preferenziali per i vaccinati". Anticipo a 5 mesi per la terza dose

di Antonio Di Monaco
Dare certezze alle categorie produttive e all'economia invernale premiando i cittadini che si sono vaccinati prevedendo per loro minori restrizioni e superando, in questo senso, la distinzione in zone di colori. E' quanto chiesto dalle Regioni nell'incontro con il Governo che si è tenuto in videocollegamento a Palazzo Chigi e al quale erano presenti i ministri degli Affari Regionali e della Salute, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli. L'esecutivo, dal canto suo, ha annunciato che, con l'ok dell'Aifa, in Italia ci si avvierà verso la possibilità di somministrare la terza dose o il richiamo cinque mesi dopo l'ultima inoculazione. Una decisione accolta con favore dalle Regioni che hanno chiesto anche di renderla obbligatoria per sanitari e Rsa.
 
Il timing prevede, dopo la riunione Regioni-governo e una serie di riunioni tecniche, la cabina di regia e il Consiglio dei ministri giovedì prossimo. Secondo quanto si è appreso, già in questa sede potrebbero essere decisi alcuni provvedimenti come, appunto, la riduzione della validità del Green pass a 9 mesi e l'obbligo delle terze dosi per sanitari e personale delle Rsa (ma non è escluso che il governo decida di rimandare tutto alla settimana successiva, varando un unico pacchetto). Ad ogni buon conto, le Regioni hanno chiesto al Governo di essere nuovamente convocate prima del Cdm per un ultimo passaggio di condivisione con i territori su quanto verrà deciso in un eventuale decreto.
 
Un'altra questione da risolvere è come comportarsi con i turisti e i cittadini dell'Ue. La normativa stabilisce che il pass Ue - ottenibile con certificato di vaccinazione, guarigione o con tampone negativo - è accettato da tutti gli stati membri e consente "in linea di principio di essere esonerato dalle restrizioni alla libera circolazione". Con il super pass potrebbe dunque verificarsi la situazione che un cittadino italiano non può accedere a un ristorante o ad un cinema e un francese o uno spagnolo si. Sul sito dell'Ue si legge che "gli Stati membri dovranno astenersi dall'imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato Covid digitale dell'Ue, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutela della salute pubblica" e, in tal caso, gli Stati devono "informare la Commissione e tutti gli altri membri e giustificare tale decisione".