NON È MAI COLPA NOSTRA #MOLISECHETORNI - Molise Web giornale online molisano

Non è mai colpa nostra #molisechetorni

Di Rossella Ciaccia
#molisechetorni
"Stai zitta tu !"
"Cosa vuoi saperne tu che sei "femmina"".
"Le donne devono stare a casa, cucinare e badare ai figli".
" Ma cosa te ne fai di una laurea, di un lavoro? Non ti servono a niente, impara piuttosto a cucinare che almeno trovi un marito".
"Ma dai non farla così tragica, era solo uno schiaffetto, quel livido un po' di fondotinta e lo copri".
"Ti ha dato schiaffo? Beh chissà cosa avrai fatto tu per provocarlo".
"Le sta bene, si sapeva che prima o poi sarebbe successo. Hai visto come va in giro?"
"Ti sembra il caso di mettere quella gonna? Quella maglia è troppo scollata. E quel rossetto troppo forte. Poi non venire a piangere se ti succede qualcosa, io ti avevo avvisato".
E potrei continuare all'infinito con frasi dette dagli uomini alle donne, e spesso, troppo spesso (purtroppo), anche dalle donne ad altre donne.
La violenza si nasconde dietro tante forme diverse, dalla gelosia morbosa, a non avere più libertà di studiare, uscire, o vestirsi come ci pare. Prima degli schiaffi, prima dei lividi, prima delle botte… inizia tutto dalla testa, da una violenza psicologica da parte di "uomini" che mirano a spegnerci il sorriso, ammazzarci i sogni, farci terra bruciata intorno.
Sono furbi i maschi, molto più di quanto pensiamo…prima ci allontanano da tutto e tutti, convincendoci che la nostra vita sono loro, e che noi siamo la loro… ci regalano anelli per tenerci legate, ci rinchiudono in gabbie fatte di oro, e al primo tentativo di ribellarci, il primo schiaffo. Che spesso perdoniamo. Per amore, per paura.
A quel primo ne seguiranno altri, tanti altri… e a quel punto scatta in noi il senso di colpa, la vergogna… e quel loro " tanto se lo racconti non ti crederà nessuno". E a quel "non ti crederà nessuno", noi ci crediamo. E continuiamo a stare zitte, umiliazione dopo umiliazione, schiaffo dopo schiaffo. Abbiamo paura, anche del giudizio di chi ci dice "ma come? Proprio tu? Così forte, così intelligente… come hai fatto a caderci?"
E la verità è che non è questione di forza o di intelligenza. Succede e basta.
Un giorno ti svegli e ti ci ritrovi dentro, dentro quell'amore malato da cui non sai come uscirne, e non perché sei debole, ma perché scatta un qualcosa nella testa di paura, terrore, vergogna.
Ci spengono i sorrisi, ci ammazzano i sogni, e spesso, quando questo non basta più, uccidono anche noi.
25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne, ogni forma di violenza, fisica e psicologica.
Per tutte le donne che sono morte per mano di uomo che diceva di amarle, per tutte quelle morte per colpa di una società arretrata e maschilista che spesso insegna che le violenze che accadono nelle mura domestiche devono restare tra le mura domestiche, e che ancora troppo spesso, dopo una violenza, punta il dito sulle donne piuttosto che verso chi le ha ferite.
È colpa nostra, ce le meritiamo le botte, gli schiaffi e le violenze. Finché al mondo, ci sarà anche soltanto una donna che penserà che sia colpa nostra, di come ci vestiamo o colpa nostra che provochiamo gli uomini, finché al mondo verrà insegnato alle donne a stare in silenzio per il bene del matrimonio e dei figli, piuttosto che denunciare…
Fino ad allora, nessuna donna morta per mano di uomo potrà avere giustizia.
#molisechetorni