25 NOVEMBRE, ECCO PERCHÉ NON CI SAREMO ALLE MANIFESTAZIONI: DALLA STAMPA MALEVOLA, ALLE INIZIATIVE NON INCLUSIVE - Molise Web giornale online molisano
Il Comune di Campobasso nella giornata internazionale di contrasto alla violenza delle donne, esclude le operatrici del CAV Liberaluna
di Viviana Pizzi
 
Ha senso celebrare con convegni il 25 novembre? E' la domanda che mi pongo sia da giornalista che da semplice militante del femminismo radicale, quello contrario ad ogni mercificazione del corpo femminile. La risposta che mi sono data è la seguente: no. Perché ci sono troppe cose che non vanno ma soprattutto una: in Italia ogni giorno 79 donne subiscono qualsiasi tipo di violenza. Da quella sessuale che resta la più devastante sul corpo di una donna, a quella fisica ma soprattutto quella psicologica che non si vede a occhio nudo. Ed è per questo che nessuno tende a dargli credito. Gli studi sul femminicidio mostrano che il fenomeno non è affatto in remissione. In Molise, come negli anni 2010 e 2020, non si è verificata la forma più grave del fenomeno: la donna uccisa. Ma ci sono continue violenze che, seppur rappresentino la parte più nascosta dell'iceberg, non vengono giudicate gravi. 
 
La società e il modo di intendere il femminicidio sono cambiate con il moltiplicarsi di eventi? No non sono cambiate affatto. E lo dimostrano i comportamenti discriminatori che avvengono sia a livello giornalistico nell'ambito dell'informazione nazionale, sia alcuni eventi di carattere locale in cui una pubblica amministrazione ( in questo caso il Comune di Campobasso) decide di organizzare un concerto- evento e di donare tutto il ricavato a un solo centro antiviolenza: Beefre Molise. 
 
LA VIOLENZA NON E' MAI AMORE, IL VALORE DELL'INFORMAZIONE ANCHE NELLA "SATIRA POLITICA"
 
Ma analizziamo i due avvenimenti in maniera separata. Partiamo dal ruolo dell'informazione che spesso tende a classificare come "amore malato" un rapporto finito con la violenza. Lo spiega anche la polizia di Stato con la campagna "Tutto questo non è amore" e lo sottolinea anche il manifesto di Venezia che con orgoglio ho inteso firmare, che un rapporto violento tra due persone non è mai amore ma possesso. Poi c'è chi va oltre, come il Fatto Quotidiano" dell'edizione del 24 novembre. Si sa bene che ormai il direttore Marco Travaglio è noto per essere antirenziano e contro qualsiasi cosa che riguardi Italia Viva. Ma la vignetta che andiamo a riprendere per stigmatizzare ha un sapore amaro proprio perché condivisa il giorno prima del 25 novembre, proprio quando anche molte giornaliste sono impegnate nei convegni a tema. E non dimentichiamo che proprio il Fatto Quotidiano è il giornale su cui scriveva Selvaggia Lucarelli (non nota per essere maschilista) e Nadia Somma (blogger femminista di fama nazionale nota anche come attivista del centro antiviolenza Demetra). 
 
Ma se si tratta di Italia Viva va bene anche il sessismo. Ed è così che la Leopolda ( evento politico da cui nasce il renzismo) viene paragonata a una prostituta ad ore per clienti assatanati. Penso che non basti serva nessun convegno antiviolenza se poi un giornale di caratura nazionale pubblica questa robaccia. Se Feltri si permette di dire che Alberto Genovese è uno stupratore ma uno forte perché avrebbe retto a 20 ore di sesso continuo. Il sesso cari miei lettori e care mie lettrici, non è mai violenza. Qualsiasi rapporto sessuale non voluto da entrambe le parti in causa si chiama stupro. Anche quando la donna decide di dire no all'ultimo momento. Se l'informazione nazionale permette ancora queste cose non ha alcun senso stare in platea ad ascoltare dati. Tanto a comandare sono sempre questi personaggi. L'unica cosa positiva è l'elezione, per la prima volta nella storia, di una giornalista alla direzione del Tg1. Si chiama Monica Maggioni e ha tutto il merito di ricoprire quel ruolo. Ma il Fatto Quotidiano non ha accettato nemmeno questo. E Conte ha deciso di ritirare i suoi dalla Rai. Invece per chi scrive è una nomina storica perché nell'informazione è stato infranto un altro vetro di cristallo. Ora manca soltanto la direzione del Corriere della Sera e di Repubblica. E perché no anche di Libero e del Fatto Quotidiano. Chissà che non smettano di pubbliucare queste vignette. 
 
 
IL MOLISE E IL CASO DEi CAV ESCLUSI DALLA DONAZIONE DI UN EVENTO COMUNALE
 
Veniamo al fatto locale che ci lascia più sconvolte. Il Comune organizza, con il patrocino soltanto del centro antiviolenza Befree il concerto di Erica Mou in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Unico centro che gode anche dei finanziamenti della Regione Molise. Ma i centri antiviolenza riconosciuti dalla stessa risultano 3. Come si legge nell'apposita delibera che alleghiamo qui. 
elenco-regionale-CAV-e-Case-Rifugio-(1).pdf si può leggere che come centri antiviolenza sono riconosciuti i seguenti: 2 soggetti gestori di Centri Antiviolenza e n.1 Casa Rifugio: ? Centro Antiviolenza “BeFree”, con sede a Campobasso, autorizzato al funzionamento con determinazione dirigenziale dell’Area operativa servizi alla persona, Settore Politiche Sociali del Comune di Campobasso dell’8-10-2016, n. 2258; ? Centro Antiviolenza “Liberaluna” con sede a Campobasso, di cui alla determinazione dirigenziale dell’Area operativa servizi alla persona, Settore Politiche Sociali del Comune di Campobasso del 16-01-2020, n. 175; ? Casa Rifugio gestita dalla Coop. Soc. BeFree, di cui alla determinazione dirigenziale dell’Area operativa servizi alla persona, Settore Politiche Sociali del Comune di Campobasso del 24-07-2020, n. 2188. S
Chiedersi poi come verranno ripartiti i fondi regionali è lecito. Ma lo è ancora di più capire come mai il Comune di Campobasso, ente pubblico che dovrebbe agire per il bene di tutti, da il patrocinio a una singola associazione indirizzandole fondi e ignora completamente Liberaluna Onlus, già ignorata dalla spartizione regionale. E' il caso che una pubblica amministrazione dia un patrocinio simile? O era il caso che Befree, già titolare di fondi regionali, organizzasse da se la raccolta fondi? Per noi era logica la seconda cosa ma per il Comune di Campobasso evidentemente no. Visto che si è anche occupato della redazione di note stampa per invitare agli eventi. 
 
La più alta carica dello stato premia la responsabile del CAV liberaluna, la regione Molise riconosce legalmente il cav liberaluna iscritto insieme al cav beefre di Campobasso. Purtroppo in Molise solo due cav che rispettano o requisiti conferenza stato regioni 2014 e viene finanziato solo uno, supportato dal comune di Campobasso gestito dai servizi sociali dello stesso. Gli amministratori locali conoscono il principio di sussidiarietà orizzontale? Conoscono le pari opportunità? Perché l'assessore del comune permette questa discriminazione? 
 
LA MANCANZA DI VOCE ALLE SOPRAVVISSUTE 
 
Ce lo chiediamo con tanta solerzia e per questo diciamo: agli eventi contro la violenza sulle donne è meglio non presenziare. Soprattutto dove non ci sono testimonianze dirette di sopravvissute alla violenza maschile. Parlare solo di dati e di azioni positive non serve. La gente si stancherà di sentire parole retoriche e non imparerà nulla. Per questo la sottoscritta non andrà a nessun evento nella giornata di oggi. Ma solo successivamente dove la voce di chi ne è uscita è importante come quella delle varie "autorità" nel campo. E magari non si da voce solo a chi ha avuto parenti accoltellate ma anche a chi, dopo avercela fatta, può dare una testimonianza toccante e positiva.