SANITÀ, LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO: ILLEGITTIMA LA PROROGA DEI CONTRATTI CON I PRIVATI GIÀ ACCREDITATI - Molise Web giornale online molisano

Sanità, la decisione del Consiglio di Stato: illegittima la proroga dei contratti con i privati già accreditati

"Abbiamo dimostrato che nessuno si può sentire padrone della sanità molisana". Lo ha dichiarato l' avvocato Vincenzo Iacovino rendendo nota la sentenza del consiglio di Stato che riguarda la gestione della sanità privata accreditata. 
 
"Il Consiglio di Stato - sottolinea- con decisione del 7.12.2021 sollecitato da una struttura sanitaria molisana, assistita dallo studio Iacovino & associati,  ha sancito l’illegittimità della scelta perpetuata negli anni dalla Regione Molise di prorogare gli accordi contrattuali con le strutture sanitarie private che siano già convenzionate, impendendo così’ di fatto la contrattualizzazione di altri soggetti.
Il collegio giudicante ha stigmatizzato anche il sistema  Molise che non ha riprogrammato la spesa reiterando le proroghe in favore delle strutture già convenzionate, con conseguente blocco all’ingresso di nuovi operatori.
 
Per i giudici è illegittimo “considerare il fabbisogno regionale, statico e potenzialmente immutato per lungo tempo, quale condizione necessaria e sufficiente per "congelare" la situazione degli accreditamenti già concessi, e quindi precludere l'indizione dei bandi per l'accreditamento; questi ultimi, in effetti, non possono essere considerati recessivi rispetto alla mera, reiterata conferma dei soggetti già accreditati, giacché, al contrario, un sistema basato sulla sussidiarietà orizzontale tra operatori sanitari pubblici e privati accreditati non può sfuggire alle regole, operanti per qualunque settore del mercato, della concorrenzialità volta sia a valutare l'ingresso di nuovi operatori, sia a verificare periodicamente gli operatori già accreditati, sia, conseguentemente, a valutare eventualmente il livello, e gli eventuali necessari miglioramenti, dell'efficientamento e della razionalizzazione della rete. Il Collegio, in tale prospettiva, ha condiviso il richiamo dell'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, che in più occasioni ha escluso l'utilizzo della definizione del fabbisogno quale strumento limitativo della concorrenza nel settore, tale da condurre, con il "congelamento" delle posizioni dei già accreditati, a restrizioni indebite del numero degli operatori”.
 
Nel caso in esame, la circostanza ostativa riferita alla mancata riprogrammazione dei tetti di spesa appare ancor più inconsistente in quanto derivante da condotte imputabili alla stessa amministrazione (dapprima la regione e ora il Commissario ad acta) chiamata ad esaminare le istanze di contrattualizzazione. Dunque, l’omessa ridefinizione dei budget non può assurgere al rango di fattore esimente, anche perché niente affatto estranea alla sfera di scelte e di responsabilità della stessa parte che la invoca.
 
A ciò va aggiunto che il TAR Molise, con la sentenza oggetto di appello, ha sottolineato che la PA (il Commissario ad acta) può sempre rivedere i tetti di spesa delle prestazioni sanitarie rese da privati accreditati e contrattualizzati, anche in corso di convenzione, per garantire l’equilibrio finanziario della spesa pubblica e della sanità pubblica! 
 
Una decisione importante che mette a nudo il sistema Molise, i privilegi indebiti, i privilegiati, le ingiustizie e gli abusi commessi nel tempo. 
Una decisione che ci fa capire come sia stato possibile depauperare la sanità pubblica con evidente vantaggio dei privati!
Una sentenza che induca ancora una volta precise responsabilità di soggetti ben individuabili che dovrebbero essere chiamati a rispondere in sede penale, erariale e civile".