RINVIO CARTELLE ESATTORIALI, FORZA ITALIA TORNA ALLA CARICA. TARTAGLIONE: "LA NOSTRA È UNA BATTAGLIA PER LA DIGNITÀ DELL'INDIVIDUO" - Molise Web giornale online molisano

Rinvio cartelle esattoriali, Forza Italia torna alla carica. Tartaglione: "La nostra è una battaglia per la dignità dell'individuo"

di Antonio Di Monaco
In tanti, partiti compresi, chiedono più tempo per pagare chiedendo al governo di intervenire sulla pace fiscale delle cartelle esattoriali. Finora è arrivata solo la mini-proroga che ha fatto slittare dal 30 novembre al 9 dicembre scorso il termine ultimo per saldare le rate in scadenza del biennio 2020-2021, più volte congelate nei mesi passarti a causa dell’emergenza Covid. Nei fatti, sarà consentito arrivare fino al 14 dicembre per via dei 5 giorni di tolleranza sui termini relativi al versamento delle rate della rottamazione-ter delle cartelle e il saldo e stralcio. Per le cartelle notificate dal 1 settembre al 31 dicembre di quest’anno il termine per il pagamento è stato esteso a 180 giorni (era previsto a 150).
 
La misura, contenuta nel decreto fiscale all’esame delle Commissioni Finanze e Lavoro del Senato, ha accontentato solo parzialmente le richieste di larga parte della maggioranza. La soluzione dell’esecutivo, infatti, non rispecchia i desideri manifestati dai partiti: Lega, Pd e Forza Italia avevano presentato emendamenti per un rinvio almeno al 31 dicembre. Fuori dal perimetro che sostiene l’esecutivo, FdI era per andare anche oltre, a quando sarà finito lo stato di emergenza. Tra di loro, Forza Italia è tornata alla carica con il coordinatore nazionale, Antonio Tajani: "Ci auguriamo anche che il governo decida il rinvio delle cartelle esattoriali al 2022, su questo saremo fermissimi, lo abbiamo chiesto al ministro Franco e attendiamo risposta". Al numero uno azzurro, ha fatto eco la parlamentare molisana, Annaelsa Tartaglione che ha chiesto di "agire con coerenza e urgenza. Rinviare le scadenze al giugno 2022 non è un vezzo ideologico, ma la richiesta che giunge da centinaia di migliaia di persone che non sono in grado, per oggettive difficoltà economiche, di onorare nel breve periodo i propri impegni con lo Stato-esattore. La nostra - ha concluso - è una battaglia per la dignità dell'individuo".