LARINO, SUCCESSO PER L'INCONTRO DI PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IL RIANIMATORE" DI ANTONELLA PRESUTTI - Molise Web giornale online molisano

Larino, successo per l'incontro di presentazione del libro "il rianimatore" di Antonella Presutti

Virtuoso e ricco di spunti riflessivi l’incontro con l’autrice Antonella Presutti e il suo ultimo capolavoro “Il Rianimatore” tenutosi sabato scorso presso la sala della comunità. “Percorsi in Biblioteca” promosso dal Lions club Larino e Comune frentano ha chiuso la carrellata di incontri per il 2021 con la presentazione del romanzo “Il Rianimatore” di Antonella Presutti, che ha regalato ai presenti nozioni profonde, spunti per riflessioni collettive.  Sono intervenuti tra i saluti il presidente del Lions club Larino Umberto Massini, Don Antonio Di Lalla, direttore de “La Fonte” e l’assessore alla cultura Maria Giovanna Civitella.

A dare inizio ai lavori Graziella Vizzarri che, dopo una breve presentazione dell’autrice, ha aperto il dialogo con delle domande. Antonella, nella sua meravigliosa estensione letteraria, distinta nel suo colloquiare, ha donato alla platea i valori intrinsechi del libro.  Una narrazione corale, calda ed elegante seppure racchiusa in una struttura complessa ove i personaggi e la stessa trama si sviscera attraversando vissuti laceranti e rincorrendosi negli anfratti del tempo, degli spazi degli stessi spaccati di vita contestualizzati nella società. Un romanzo che, proprio grazie alla sua struttura, conduce il lettore ad una lettura attenta e soprattutto a soffermarsi durante il viaggio per assaporare i passaggi fondamentali.  Una narrazione che, come riportato anche dalla stessa autrice Antonella Presutti, ha un filo conduttore quello dell’amore per le piante, la vegetazione e gli animali. Un amore universale che accomuna un po' tutti i protagonisti del romanzo. Il prendersi cura delle piante, creando legami e rispetto per le stesse, riporta in superfice l’essenza della cura o meglio del prendersi cura, quella che oggi tanto manca nel panorama socioculturale.

L’ambientazione nel sobborgo di Caracas, Petare, come definito più volte dalla Presutti “l’inferno” ove è “più facile morire che comprare il pane”, una scelta che pondera nella stessa ambientazione la resilienza; nonostante il tutto quantificato in vicende laceranti dei protagonisti, nel loro farsi attraversare dalle tempeste dei propri vissuti personali e sociali, ma che comunque ritrovano la bellezza essenziale. Una bellezza ricercata proprio negli anfratti di un realismo latino-americano che è fiamma univoca e prevaricante su un’esistenza costruita sul binomio vita-morte.

Un dialogo armonioso tra l’autrice, la moderatrice Vizzarri e il giovane Lorenzo Di Maria che ha riportato in sala le proprie riflessioni in merito al romanzo. Attratto, Di Maria, dalla presenza ricorrente della madre, ruolo visto nelle varie sfaccettature sociali, contestualizzato e rimarcato quasi ad accompagnare il percorso di vita di ognuno perché la madre, a prescindere dell’evoluzione relazionale genitore-figlio, crea la vita. Significativa, la riflessione posta da Lorenzo, supportata da letture del romanzo, anche evidenziando il potere riflessivo della narrazione de “Il Rianimatore”.

Le piante, metafora e leitmotiv dell’intero romanzo, come suggerito da più protagonisti, indicano che ad ogni ferita corrisponde una guarigione, ad ogni fine, la rinascita o la trasformazione; ben lo si ritrova nella ricerca del riscatto che accomuna i protagonisti. Condiviso dai relatori anche l’essenza del silenzio di cui è impregnato il romanzo, il rispetto dell’altro quantificato nell’osservazione contemplando il silenzio, quale chiave di lettura di un riappropriarsi di spazi rispettosi della persona. Molte le riflessioni condivise in sala insieme alla platea, sono intervenuti ad arricchire l’incontro anche il professor Daniele Gagliardi e la dottoressa Carmela Franchella. La chiosa è stata affidata all’assessore alla cultura Maria Giovanna Civitella che, con uno spaccato umanistico, ha disseminato l’invito a riappropriarsi dei valori forti e a riconoscerli come fondamenti societari.

Un romanzo che ha molto da insegnare ha chiuso la Vizzarri, non lo si può raccontare, ma va letto e ragionato. Uno stile distinto quello di Antonella Presutti. Si è chiuso così il sipario su “Percorsi in Biblioteca” per il 2021, con tante riflessioni collettive, ed in fondo necessarie, per una società competente e reattiva, fortemente spinta all’inclusività. Questo l’intento del WE SERVE del Lions club frentano, che con il percorso culturale affronta i tanti temi socioculturali.