QUATTORDICI ANNI E UN GIORNO, IL CASO VITALE IN SENATO. ORTIS: LA MINISTRA CARTABIA NON RISPONDE ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI - Molise Web giornale online molisano

Quattordici anni e un giorno, il caso Vitale in Senato. Ortis: la ministra Cartabia non risponde alle nostre interrogazioni

di Viviana Pizzi
Quattordici anni e un giorno, il caso di Giada Vitale: chi decide l'età dell'innocenza. Il caso della giovane di Portocannone abusata dal parroco Don Marino Genova, condannato per gli episodi al di sotto dei 14 anni a 4 anni e dieci mesi e archiviato per gli episodi al di sopra dei 14 anni, finisce in una conferenza stampa al Senato, nella sala caduti di Nassirya . Sono intervenuti, oltre alla vittima del fatto di cronaca, anche la deputata Stefania Ascari, il senatore Fabrizio Ortis,  la giornalista di Storie Italiane Eleonora Daniele, che da tempo ha preso a cuore la vicenda invitando spesso Giada ospite a Rai 1 nella sua trasmissione, la criminologa Luisa D'Aniello, le avvocate Maria Ciattini Antonella Faieta, la presidente di telefono rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli e la vicepresidente della commissione d'inchiesta sul femminicidio Cinzia Leone. 
 
Da come annunciava il titolo della conferenza stampa, i fatti in oggetto sono stati proprio quelli avvenuti quando Giada ha compiuto il 14esimo anno, età dopo la quale secondo la Procura di Larino la ragazza era stata in grado di esprimere il consenso a colui che fino a due giorni prima poteva essere considerato il suo stupratore. Quello di Giada è uno dei pochissimi casi nei quali si è deciso di aprire due filoni di inchiesta separati: quello prima dei 14 anni e quello dopo. Uno dei pochi in cui una ragazza abusata viene di colpo considerata in grado di scegliere se avere o no rapporti con un prete. 
 
ORTIS: SAREMO SEMPRE CON GIADA, HO PRESENTATO UN'ALTRA INTERROGAZIONE A CARTABIA, ALLA PRIMA NON HA RISPOSTO
 
"Una ragazza coraggiosa che ha affrontato anche le discriminazioni del paese - ha sostenuto Ortis- ho presentato una interrogazione alla quale la ministra Cartabia non ha risposto. E' impegnata nelle leggi salva ladri?".
 
GIADA VITALE: L'INTERROGAZIONE POSSA RIDARMI LA DIGNITA' CHE MERITO DOPO TANTE OFFESE ANCHE DELLE ISTITUZIONI 
 
"Voglio ringraziare chi mi ha supportato- ha sostenuto Giada Vitale- ringrazio Ascari, Testamento e Ortis che si sono interessati di me. In dieci anni ho ricevuto rifiuti e maldicenze. Mi ha provocato dolore che nessuno si è messo nei miei panni, che pensano che sia una ragazzina disinibita che ha sedotto un prete. Avevo solo 13 anni e non avevo più un padre. La gente del mio paese non ha capito perché era un prete. Provo dolore nel leggere gli atti in cui vengo descritta come la seduttrice. Un avvocato che avrebbe dovuto difendermi disse che "gli abusi del prete mi erano piaciuti". Io sono stata censurata ma non sono stati censurati Don Marino e i suoi avvocati. Ho reso pubblica la mia esperienza per dare coraggio agli altri. Non mi sento difesa dalle istituzioni. Confido che l'interrogazione possa determinare un intervento forte e che mi dia la dignità di donna che merito". 
 
STEFANIA ASCARI: LA PROTEZIONE NEI CONFRONTI DI GIADA E' STATA INSUFFICIENTE
 
"Ringrazio Ortis - ha sostenuto Stefania Ascari- per aver presentato una interrogazione parlamentare. Ho conosciuto Giada tramite la collega Testamento e la storia mi è entrata nel cuore. Mi dispiace che l'interrogazione presentata con la collega Testamento ha avuto una risposta non risposta. Mi auguro che l'interrogazione del collega abbia questa risoluzione. Il caso di Giada è terribile ma le leggi ci sono e vanno ben integrate. Per poterle maneggiare bisogna essere competenti ed empatici. Non posso entrare nel merito dell'imputazione ma si parla di 609 quater e non di 609 bis, atti sessuali con minore. Tutti gli operatori che lottano su questo tema deve saper leggere anche i silenzi. Nel caso di Giada c'è stata una rete di protezione insufficiente. Due settimane fa alla Camera è stata approvata una legge che dice di dover distribuire in maniera omogenea sui territori in caso di violenza di genere. In molti casi si empatizza col colpevole e diventa vittima una seconda volta. Ho letto dei commenti nei confronti di Giada bruttissimi che nascono da uno scenario sessista e patriarcale. Bisogna partite dai banchi di scuola per educare a non commettere queste situazioni di violenza. Si lavora ancora troppo poco sul maltrattante. Se non si prende coscienza lui quando esce dal carcere commette di nuovo ciò che ha fatto prima" .
 
LUISA D'ANIELLO: LA QUESTIONE DOPO I 14 ANNI E' STATA ARCHIVIATA SENZA APPROFONDIMENTO 
 
E' intervenuta la criminologa D'Aniello che ha illustrato quello che è successo partendo dalla prima querela avvenuta a 17 anni
 
"Ringrazio le onorevoli Testamento e Ascari- ha sottolineato D'Aniello- una donna sempre vicina alle vittime. Ringrazio Eleonora Daniele sempre presente e mai toccato la parte scabrosa della situazione. Ringrazio la presidente di Telefono. Sostenendo personalmente che le denunce vanno fatte ricordo infatti che il Gip che ha sostenuto che Giada dopo una fase di abuso a 14 anni ha dato il consenso a un rapporto con un 55enne. Sono convinta che se Giada fosse stata un uomo non staremmo qui a parlarne. Visto che è una donna il sistema è sordo e violento e alimenta i leoni da tastiera di questo paese ignorando il fatto che ha tentato il suicidio due volte. Giada ha raccontato la costernazione psicologica ma hanno ritenuto di non classificare la questione come violenza sessuale ma come atti sessuali da 609 quater. Per questo il fascicolo è stato diviso in due faldoni. Non c'è mai stata una perizia nemmeno per i fatti dopo i 14 anni. Il Gip motiva il secondo provvedimento di archiviazione sostenendo di non riuscire a dimostrare lo stato di soggezione della vittima. La Pm nonostante le consulenze di parte che dimostravano lo stato di soggezione sostenne che non era possibile fare valutazioni ora per allora. Il magistrato ha ignorato che i fatti avvenuti dopo i 14 anni avrebbero meritato un approfondimento prima dell'archiviazione. Le querele di Giada o sono state archiviate o dimenticate in un cassetto. Giada ha detto che rivuole la sua dignità. Abbiamo il dovere di ridargliela". 
 
LE AVVOCATE CIATTINI E FAIETA: REATO CLASSIFICATO ERRONEAMENTE, ATTI DEL PROCESSO DIFFICILMENTE LEGGIBILI 
 
Sono intervenute anche le avvocate Ciattini e Faieta. La prima, Maria Ciattini,  assiste Giada sotto il profilo civile sostiene che se non si fosse trattato di una ragazza e di un parroco la cosa non sarebbe stata la stessa. Che l'imputato sia un parroco ha avuto anche altro peso. Chi si è avvicinata alla vicenda non lo ha fatto con la stessa serenità E si è trasformata una violenza in un atto d'amore. Non si è approcciata la questione con la necessaria terzietà che deve esserci quando si parla di queste cose. Poteva essere un errore all'inizio ma in seguito è stato reiterato. 
 
"Il giudizio civile è all'inizio - ha sostenuto- ma c'è già moltissimo da dire. Gli atti sono stati difficilissimi da leggere. C'è un tentativo di ribaltare la responsabilità sulla vittima accusata di aver voluto irretire il parroco. Lo hanno scritto più avvocati, anche se il diritto di difesa è inviolabile ci sono modi e modi di difendersi. Quando si denuncia è già una sofferenza indicibile e già soffro, ma sono costretta a leggere atti per i quali ci vuole davvero coraggio. Io forse non lo avrei avuto. Bisogna condannare a sanzioni significative chi porta avanti queste situazioni". 
 
"Come associazione telefono rosa siamo felici di stare accanto a Giada - ha sostenuto l'avvocata Faieta- se denunciassi un furto nessuno mi direbbe se sono sicura che volessi regalare la stessa. L'unico reato in cui si mette in dubbio la parola della vittima è la violenza sessuale. Mi ha colpito una frase della Cassazione che ha sostenuto "l'aspetto dopo i 14 anni meritava un approfondimento. Qui ci viene bloccata questa possibilità. L'assurdità è stata la qualificazione del reato come 609 quater come atto sessuale e non il 609 bis. Si ritiene che chi non ha compiuto 14 anni non è in grado di capire l'importanza dell'atto sessuale. A un giudice vorrei chiedere come è possibile che una ragazza condizionata fino ai 14 anni, com'è possibile che dopo lo riesca ad esprimere. Il 55enne era un sacerdote, è ovvio che esercitasse un potere capace di condizionare una persona nell'esprimere il concetto. La Cassazione l'ha detto: dobbiamo trovare la strada per evitare la colpevolizzazione di Giada". 
 
ELEONORA DANIELE: LA COMUNICAZIONE INTERVENGA PER IL CAMBIAMENTO DI MENTALITA' , MAI PIU' OFFESE ALLE VITTIME
 
"Conosco Giada da un paio d'anni - ha sostenuto - quando ho sentito questa storia ho detto che era impossibile. Mi sa che lei ha chiesto risposte da molto tempo. Lavoro da 20 anni in Rai e mi accorgo che le persone si affidano al messaggio televisivo. Se come giornalista sbaglio a fare qualcosa nel mio lavoro qualcuno può fare una interrogazione al mio ruolo. Perché non lo si fa anche a un giudice che ha fatto un errore madornale, una follia, un errore in termini. Mi chiedo perché le istituzioni non rispondono alla politica. Partire con il Ministro Cartabia non ci ha dato risposte è gravissimo. Siamo al paradosso del paradosso perchè il paese non ha difeso una ragazzina definita "facile". A Catania una ragazza uccisa con un colpo di pistola davanti a un panificio dal suo ex che non accettava la fine della storia. Una donna familiare di quest'uomo ha offeso la vittima dandole della poco di buono. Ho fatto cadere il collegamento. Dobbiamo intervenire facendo cambiare questa mentalità. Non è la prima volta che si da della facile a una bambina per non dare risposte profonde. Bene che la politica metta la faccia su una cosa del genere. Non finisce con i 4 anni della Cassazione. Giada hai fatto bene a denunciare. Se non lo avessi fatto ti saresti odiata. Non sei sola, combattiamo con te contro Don Marino e la cattiveria del Paese". .
 
TELEFONO ROSA: IL  LINGUAGGIO E' LO STESSO DEL CIRCEO
 
C'era anche la presidente del telefono rosa.  Carmieri Moscatelli.che ha sostenuto "la violenza è un problema culturale. Giada non sei sola. Hai citato in giudizio civile chi ti ha offesa. Ho letto le stesse parole che c'erano nel processo del Circeo. Come telefono rosa partiremo alla grande. Contate che il telefono rosa è con voi". 
 
LA SENATRICE LEONE: INTERESSERO' LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO 
 
C'era anche la senatrice Cinzia Leone vicepresidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio. "Abbiamo chiesto alla ministra Cartabia di fare un'ispezione anche per le mamme a cui vengono tolti i figli perchè denunciano, che vengono definite ostative. Le cose che vengono fuori da quelle indagini sono pesanti e lei non ancora risponde alla nostra interrogazione. E' una cosa che si ripete in tante situazioni. Ti sono vicina e porterò questa istanza in Commissione. Sentendo parlare e raccontare non possiamo non intervenire.