ROCCAMANDOLFI È IL PRIMO COMUNE MOLISANO AD AVER ADERITO ALLA "RETE NAZIONALE DEI BENI COMUNI" - Molise Web giornale online molisano

Roccamandolfi è il primo comune molisano ad aver aderito alla "Rete Nazionale dei Beni Comuni"

Il Comune di Roccamandolfi è la prima amministrazione comunale molisana ad aderire con apposita delibera di giunta comunale alla "Rete Nazionale dei Beni Comuni" nata a fine 2019 e popolata ad oggi da oltre 248 organizzazioni pubbliche e private profit e non profit. La Rete dei Beni Comuni è una infrastruttura sociale di economia comunitaria che si basa sull’integrazione e la messa a sistema di organizzazioni con competenze specialistiche sui beni comuni o fortemente radicate nelle comunità. L’infrastruttura sociale «Rete dei Beni Comuni» intende rappresentare, anche per le istituzioni centrali e locali, un nuovo strumento di politica economica e sociale per il Paese ed una nuova modalità di collaborazione tra un settore pubblico innovativo ed un sistema privato responsabile. I Beni Comuni esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e dei doveri di solidarietà sociale, nonché al libero sviluppo di ogni persona. Essi rappresentano un asset economico e sociale fondamentale per favorire una transizione sostenibile del nostro Paese. La Rete dei Beni Comuni offrirà alle organizzazioni aderenti un’offerta articolata di servizi e soluzioni per l’economia comunitaria: 1. Mappatura e benchmarking. Raccolta sistematizzazione e trasferimento delle migliori esperienze di economia comunitaria nei territori. 2. Informazione e formazione. Promozione dei principi di economia comunitaria e corsi di formazione specialistica (Master), in collaborazione con i principali atenei italiani. 3. Advisory e Capacity building Scouting opportunità e consulenza agli investimenti sostenibili (SRI) sui beni comuni. Supporto alle Amministrazioni Locali (protocollo con Ifel/Anci) su progetti di welfare comunitario e interventi di rigenerazione urbana. Consulenza ad operatori locali e capacity building alle società di gestione dei beni comuni. 4. Misurazione impatto sociale (ESG) e indotto economico generato sui territori, in collaborazione con sistema degli atenei. In senso lato possono essere considerati e gestiti come beni comuni: il capitale naturale, il patrimonio culturale e paesaggistico, le infrastrutture strategiche, la conoscenza e l’educazione, il welfare per le famiglie, la qualità della vita nelle città, la giustizia e gli open data. Intorno a diverse tipologie di beni comuni è possibile favorire la nascita di una nuova economia comunitaria, in grado di superare la dicotomia tra «Stato» e «Mercato», utilizzando modelli di imprenditoria sociale e nuove modalità di collaborazione pubblico –privato. Un’economia che integri sostenibilità, inclusione e transizione digitale favorendo la partecipazione, anche economica, di investitori locali e delle famiglie. Un’economia in grado di rigenerare i territori e di fornire nuove risposte alle esigenze dei cittadini attuali e futuri. Per la gestione e lo sviluppo del network, la Rete Nazionale dei Beni Comuni ha adottato formalmente l'utilizzo su tutto il territorio nazionale della piattaforma "Civica" (www.civicalab.it) ideata e sviluppata dalla startup Isernina "Welfarein srls".