DAL 1° GENNAIO IN MOLISE RIMARRÀ UNA SOLA GINECOLOGA ABORTISTA: MALASANITÀ E DIRITTI DELLE DONNE CALPESTATI - Molise Web giornale online molisano

Dal 1° gennaio in Molise rimarrà una sola ginecologa abortista: malasanità e diritti delle donne calpestati

Il dibattito sulla sanità in Molise, specialmente dall'inizio della pandemia, si  fa sempre più infuocato. 
Questa volta a far discutere però non sono le carenti strutture ospedaliere e l'opinabile gestione di queste ultime, ma la mancanza di medici abortisti nella regione. 
 
È una situazione che si protrae già da molti mesi, ma che dal 1° gennaio vedrà le sue conseguenze più nefaste: in Molise infatti resterà un'unica dottoressa abortista, Giovanna Geraci,  poiché l'altro medico andrà in  pensione.
Quest'ultimo, Michele Mariano, aveva già rinviato la sua pensione per ben due volte, nella speranzosa attesa di trovare un sostituto. 
In questo senso si era mossa anche l'Asrem, che in ottemperanza alla legge 194 del 1978 aveva bandito un concorso ad aprile per ricercare un medico non obiettore di coscienza da assumere a tempo indeterminato. Mesi dopo l'Asrem si è vista costretta a chiudere il concorso, vista la totale assenza di candidati per ricoprire il ruolo. 
 

Malasanità e assenza di diritti per le donne 

Quello dei medici obiettori di coscienza è un tema molto serio che non solo produce malasanità, riportando la situazione ad uno scenario precedente al 1978 e alla legge 194, ma lede anche i diritti delle donne. Il Molise ne è l'esempio lampante. Qualsiasi sia l'opinione dei singoli, delle associazioni pro vita, non bisognerebbe contestare una decisione sofferta e complessa come quella dell'aborto, per il semplice motivo che la legge è in vigore ormai da decenni e basterebbe farla rispettare. 
Troppe figure e troppe ideologie si introducono in quello che sembra essere divenuto un dibattito, nonostante gli italiani si siano espressi chiaramente in un referendum. L'aborto è legale e in quanto tale deve essere possibile in tutte le strutture ospedaliere; invece, sembra sia più conveniente utilizzare sotterfugi per renderlo impraticabile, nascondendosi dietro la questione della moralità. 
Di certo l'assenza di medici abortisti non fermerà gli aborti clandestini, pericolosi per la salute e indegni di un sistema sanitario che possa definirsi dignitoso. Resta un solo interrogativo: in questo caso la moralità non entra in gioco? 
 
di Denise Michela Pengue