DRAGHI FA IL PUNTO SULL' ANTICOVID: SCUOLA E VACCINI ARMA ESSENZIALE PER LA RIPRESA - Molise Web giornale online molisano

Draghi fa il punto sull' Anticovid: scuola e vaccini arma essenziale per la ripresa

Conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo.

Sono intervenuti i ministri della Salute Speranza e dell'Istruzione Bianchi e il coordinatore del Cts Locatelli. "Un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità", ha detto il presidente del consiglio.

"La scuola è fondamentale per la democrazia va tutelata, protetta, non abbandonata - ha aggiunto Draghi -.Grazie" al ministro, gli insegnanti, i genitori, "per gli sforzi di oggi e delle prossime settimane e mesi". Successivamente il presidente Draghi ha spinto ulteriormente sui vaccini invitando chi non lo ha ancora fatto a provvedere.

 

"Questo è un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche con fiducia e soprattutto con unità", ha esordito il premier Mario Draghi nella conferenza stampa convocata per illustrare il decreto anti-Covid del 7 gennaio. Tra i temi principali l'introduzione dell'obbligo vaccinale per gli over 50 e i protocolli scolastici. Abbiamo disposto l'obbligo vaccinale dai 50 anni "sulla base dei dati, che dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi", ha spiegato Draghi.

"Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e della diffusione delle varianti con un approccio un po' diverso rispetto al passato, vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito più di altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione", ha detto poi il premier, difendendo la scelta di non mantenere chiuse le scuole dopo le vacanze di Natale per tentare di arginare l'aumento dei contagi. "La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta, non abbandonata". Draghi ha poi ricordato come nessuno tra i Paesi europei con una situazione epidemiologica analoga a quella italiana abbia preso la decisione radicale di imporre uno stop alla didattica in presenza. "Non andare a scuola e poi in pizzeria e a fare sport? Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, non ci sono i motivi per farlo, la situazione è molto diversa grazie ai vaccini", ha osservato Draghi, rimarcando anche come la dad abbia acuito le disuguaglianze tra gli studenti.

"Le terapie intensive sono occupate per 2/3 da non vaccinati e le ospedalizzazioni lo stesso", ha detto ancora Draghi, a proposito della strategia vaccinale del governo. "Non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione, ovvero che gran parte dei problemi di oggi dipendono dal fatto che ci sono persone non vaccinate". Il dato è stato ribadito anche dal ministro della Salute: "Con l'ultimo decreto c'è un passo avanti del nostro Paes: la ragione è anche che abbiamo raggiunto una percentuale assolutamente rilevante, alle 6 di questa mattina l'89,41% degli over 12 anni ha avuto la prima dose, restano non vaccinati poco più del 10% delle persone over 12. Queste occupano i due terzi delle terapie intensive e il 50% dei posti in area medica. L'obiettivo del governo è ridurre l'area dei non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali".