L'ORIGINALITÀ ALLA RIBALTA: SARA IRACI SARERI RACCONTA ISTAR - Molise Web giornale online molisano

L'originalità alla ribalta: Sara Iraci Sareri racconta Istar

Di Simone d’Ilio

Sara Iraci Sareri è una giovane stilista di Campobasso che da poco ha fondato Istar, un brand di moda con cui vuole mettere in luce tutto il suo enorme talento e le sue idee  originali. Attualmente il suo marchio è in fase di registrazione ma nel frattempo lei lavora comunque nella creazione di nuovi capi d'abbigliamento dallo stampo  originale. Scopriamo di che si tratta. 

-Sara potresti parlarci del tuo marchio?

"Ho fondato questo brand, il quale, attualmente è in fase di registrazione e ha il nome di Istar ma si può nominare anche Ishtar. Il perché della doppia pronuncia ha un duplice significato: in primis va a significare il simbolo dell’unione della famiglia, perché le lettere iniziali del mio nucleo familiare e in secondo luogo è un brand dedicato al vestiario femminile visto che Ishtar era il nome della Dea greca della fertilità.Il brand è stato fondato il 13 maggio del 2020, in piena pandemia, ed è nata dalla mia esigenza di esprimere la mia concezione di moda. La mia idea principalmente si basa dalla concezione della donna che può essere vista in molte sfaccettature: la stessa donna presa in vari contesti può essere sensibile, sexy, forte ecc e di valorizzare queste concezioni dettate dai i momenti in base agli abiti che essa indossa."

-Com’è nata questa passione della moda in te?

"Il mondo della moda in me ci è sempre stato: mia nonna cuciva fin dal principio e mia madre è sarta di professione; quindi, possiamo dire che questa passione mi è stata tramandata. Mi ha sempre intrigato l’idea di disegnare abiti che poi con l’aiuto di mia madre potevo realizzare."

-Cosa propone il tuo brand?

"La concezione su quale ho basato il mio marchio è, come ho già detto precedentemente, l’idea della donna al centro di tutto, però il mio fondamento è quello di annullare i canoni classici i quali sono stati imposti nei secoli passati dal mondo della moda. Per esempio, perché una t-shirt oversize è nata come modello da uomo e una donna non potrebbe indossarlo? O l’idea della gonna; noi pensiamo che la gonna è un abito femminile mentre nel passato era un vestiario soprattutto maschile. Quindi l’intenzione principale del mio marchio è quella di far crollare tutti questi canoni classici."

-Quali sono le tue aspirazioni future?

"Non ci ho mai pensato: il tutto è nato come una mia particolare esigenza personale di rendere pubbliche le mie idee in fatto di moda, però nulla toglie in caso di feedback positivi e collaborazioni future ne sarei felice e ne trarrei orgoglio. Un’altra mia intenzione è quella della valorizzazione del Molise: le foto delle t-shirt che ho realizzato le ho volute girare nel centro storico di Campobasso perché volevo fare un mixage tra la realtà storica e contemporanea con il contrasto abito- location".

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