MILLE OPERAI CHIEDONO L'UNITÀ DEL PARTITO COMUNISTA: IL SI DI RIZZO CHE APRE NUOVI SCENARI - Molise Web giornale online molisano

Mille operai chiedono l'unità del Partito Comunista: il si di Rizzo che apre nuovi scenari

 
di Viviana Pizzi
 
Dopo il 1991, data della segreteria di Achille Occhetto e della presidenza di Aldo Tortorella, è stato impossibile ritrovare l'unità del partito comunista in Italia. Frazionandosi in una moltitudine di simboli sempre più numerosi si è arrivati gradualmente alla fuoriuscita dal parlamento, Fino a quando tramite il senatore  Emanuele Dessì il Pc con il segretario Marco Rizzo è rientrato a far parte delle istituzioni che all'interno possono incidere nel cambiamento portando valori comunisti a Palazzo Madama. L'obiettivo ora resta quello di poter incidere nel cambiamento soprattutto in un periodo di pandemia dove il Governo di Unità nazionale di Mario Draghi potrebbe mettere seriamente a rischio i valori per i quali si combatte da molto tempo. 
 
In questo contesto mille aderenti dei partiti comunisti hanno firmato un appello  "Ora l'unità. Per il Partito Comunista in Italia". Si tratta di un gruppo di quadri operai delle grandi fabbriche italiane, da giovani, studenti, lavoratori e lavoratrici, da intellettuali marxisti e dirigenti comunisti di diverse organizzazioni. 
 
Tutto questo per riunire un quadro dove ad oggi risultano attive questi simboli legati ai valori comunisti: Partito Comunista, Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, Partito Comunista Internazionalista, Lotta Comunista, Partito Comunista Marxista Leninista Italiano, Partito dei comitati d'appoggio alla Resistenza per il Comunismo, Rete del Comunismo, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito di Alternativa Comunista, Sinistra Classe e rivoluzione, Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo, Fronte Comunista. 
 
Si tratta di 13 sigle che se unite potrebbero non soltanto rientrare in parlamento ma anche rafforzare la lotta comunista nella società capitalista odierna.  A rispondere positivamente all'appello è il segretario del Pc Marco Rizzo e in una comunicazione pubblicata sui social ne spiega i motivi. Ricordiamo che almeno la metà di questi partiti è attiva anche in Molise con centinaia di militanti pronti a scendere in campo per il bene della regione come nella nazione. 
 
 
"Questa Lettera chiede a tutti noi,- dichiara Rizzo-  ai partiti comunisti italiani, ai loro gruppi dirigenti, alle loro basi militanti, di avviare un processo di unità dei comunisti, a partire dalla messa in campo di immediate lotte comuni. Il Partito Comunista, apprezzando lo spirito e le parole della Lettera Aperta, risponde positivamente alla sua richiesta unitaria e si dichiara disponibile ad un primo ed immediato confronto con i gruppi dirigenti degli altri partiti comunisti e delle altre esperienze comuniste italiane. Che cosa, di questa Lettera Aperta, ci ha convinti a questo nostro approccio unitario?
La sincerità, lo slancio ed insieme la "ratio" delle sue parole.
Siamo certi che la sincerità e lo slancio che segnano fortemente di sé questa Lettera provengano dai tanti giovani che hanno aderito all'Appello "Ora l'unità. Per il Partito comunista in Italia" e che poi ne hanno inviato ai partiti comunisti una sintesi nella forma della Lettera Aperta. Come siamo certi che la "ratio" politica della Lettera sia il frutto della vasta e prestigiosa presenza di intellettuali e dirigenti comunisti che, dopo aver aderito all'Appello, l'hanno sottoscritta e a tutti noi inviata. Ed è questa motivazione, questa ragione politica a convincerci della bontà della proposta unitaria.
I compagni e le compagne che hanno sottoscritto la Lettera Aperta hanno con forza e lucidità rimarcato quanto sta quotidianamente sotto i nostri occhi ma che spesso sfugge alla vista di troppi, a volte persino alla vista di alcune aree comuniste:
- il pericolo incombente di una guerra mondiale scientemente organizzata e sospinta dagli USA, dalla NATO, dall'UE e dal fronte imperialista internazionale;
- una nuova ed estremamente acutizzata aggressività politica e militare imperialista contro la Russia e la Repubblica Popolare Cinese che è alla base della spinta a questo progetto di guerra mondiale;
- una nuova e socialmente drammatica, per la classe operaia e i popoli del nostro continente, torsione imperialista delle politiche dell'Ue e antipopolari;
- una spinta oggettiva che attraversa l'intero arco delle forze partitiche parlamentari e le sospinge a farsi "il partito unico" degli USA, della NATO e dell'UE in Italia e che si fa materia politica per la costituzione del governo Draghi, l'Esecutivo che sta svendendo a Bruxelles il futuro delle prossime generazioni italiane per ottenere quel cappio monetario che continuano a chiamare "prestiti" o "aiuti" dall'UE;
- un uso spregiudicato e discriminatorio della pandemia da parte del Governo Draghi, con una evidente prova generale di limitazioni serie delle libertà costituzionali per qualunque vera opposizione nel Paese;
- la drammatica contraddizione tra tutto ciò e l'assenza pressoché totale di un'opposizione di classe e di massa;
- la contraddizione tra il vasto dominio capitalista e la crisi profonda e la polverizzazione del movimento comunista in Italia.
Come ci convincono pienamente le parole d'ordine, che sono nostre, che facciamo totalmente nostre, che la Lettera Aperta fa conseguire a tutto ciò: fuori l'Italia dalla NATO! Fuori la NATO dall'Italia! Fuori l'Italia dall'Euro e dall'UE!
È a partire da queste, cogenti, questioni che il PC accoglie la proposta del progetto di unità dei comunisti su basi politiche e teoriche affini, quale prerequisito essenziale, come asserisce la stessa Lettera Aperta, per l'avvio di un processo unitario e la costruzione di un Partito Comunista in Italia all'altezza dei tempi e dello scontro di classe.
Il movimento comunista mondiale, guidando circa un quinto dell'intera umanità, vive oggi una grande e fulgida fase di rilancio e la vive al cospetto di una crisi storica profondissima, sia di progetto politico ed economico che di prestigio, del capitalismo mondiale. Ciò ci conforta e da ancor più senso alla nostra battaglia politica in Italia.
Ma non rimuove il fatto che il movimento comunista italiano versi, per sue colpe lontane e vicine, in una crisi profonda.
Una crisi dalla quale i comunisti potranno uscire solo con la ricollocazione al centro delle cose, sia sul piano teorico che della prassi, del conflitto di classe e della ricostruzione dei legami di massa. E per questi obiettivi, l'unità dei comunisti su basi politico-teoriche affini è fattore decisivo.
Molto, tutti noi, possiamo aver sbagliato, nelle nostre, diverse esperienze da comunisti. Ma per la passione e il tempo di vita che tutti abbiamo messo nel difficile obiettivo di ricostruire, in Italia, un movimento comunista degno di questo nome, possiamo anche sperare che "la storia ci assolverà".
E ancor più ci assolverà se saremo capaci, oggi, di riunire le fila, di unirci, di dare una speranza e un nuovo punto di riferimento organizzato all'ancora vasta diaspora comunista italiana priva di tessera e partito, di riconsegnare alla "classe" un unico, più forte, coeso, partito comunista!
Scriveva nel 1957 il grande poeta comunista Nazim Hikmet, nella sua splendida poesia intitolata "Della Vita": "Dovunque tu sia/ in qualunque circostanza tu sia/ devi vivere come se mai tu dovessi morire".
E, parafrasando Hikmet, noi che oggi vogliamo unirci per ricostruire un più forte partito comunista in Italia, dobbiamo batterci, sinceramente impegnarci, come se questo grande obiettivo fosse possibile, vicino ad essere conquistato!".