Campobasso presenta "L'intimitĂ  del genio": un Picasso inedito ed intimo

di Roberta Oto

 

 

Dopo Giorgio De Chirico, un altro grande artista sta per arrivare a Campobasso. Stavolta, all'interno dello spazio espositivo del Palazzo Gil, sito in Via Gorizia, sarà ospitato il più grande maestro dell'arte contemporanea del 900,Pablo Picasso, e fondatore insieme a Georges Braque del Cubismo. “L'intimità del genio”, è questo il titolo della mostra che sarà inaugurata il 20 dicembre presso il Palazzo Gil e sarà visitabile fino al 17 aprile 2017. Sarà possibile guardare una nuova versione del maestro del cubismo, infatti l'esposizione avrà come oggetto le ceramiche, grafiche, incisioni tutte provenienti da collezioni private, oppure da donazioni fatte personalmente da Picasso ad importanti musei. Pablo Ruiz y Picasso, o più semplicemente Pablo Picasso, è stato un pittore, scultore e litografo spagnolo che, dopo un'infanzia burrascosa, evidente nei quadri appartenenti nei cosiddetti "periodo blu" e "periodo rosa", raggiunge la fama all'inizio del 900 con due dei suoi quadri più famosi: "Les demoiselles d'Avignon" e "Guernica". La mostra si snoda in sette sezioni espositive diverse coronate da un allestimento particolare: Le ceramiche, Le Tricorne, Carmen, La Celestine, Le Cocu Magnifique (Farce en trois actes), Balzac ed infine, Arlecchino. Il suo primo approccio con la tecnica delle ceramiche, lo ebbe nel 1946, durante un viaggio a Vallauris, in Francia, dove incontrerà la famiglia Ramiè, titolari di un prestigioso atelier d'artigianato della zona. Da subito nutrì un profondo amore verso le ceramiche e, nello stesso pomeriggio, iniziò a creare una serie di pezzi unici. La collaborazione con i Ramiè durerà circa 25 anni, in cui produrrà un corpus di ceramiche unico tra cui, piatti, brocche, vasi per un totale di circa 2.000 opere. Successivamente, lui stesso iniziò a plasmare diversi oggetti sperimentando nuove tecniche e forme originali o rinnovando quelle già esistenti. Le ceramiche presenti alla mostra saranno circa 29, all'interno delle quali, l'artista racchiuderà tutta la propria fantasia e creatività. Nel caso dei disegni, il produttore Sergej Plavlovic Djagilev realizzò un balletto incentrato sul folklore spagnolo dal titolo “Le Tricorne”. La coreografia del balletto fu affidato all'artista spagnolo, poiché secondo Djagilev era l'unico in grado di poter realizzare “l'ideale wagneriano dello spettacolo totale” ovvero, un unico spettacolo in cui musica, pittura e danza si fondono armoniosamente. Si compone di 26 disegni per i costumi, 6 illustrazioni degli elementi di decoro degli abiti, in cui si evidenzia la contrapposizione tra la linearità della commedia e l'originalità delle decorazioni e dei costumi. Le incisioni esposte invece, provengono dalla novella “Carmen” e dalla commedia “Le Cocu Magnifique”. La “Carmen” è composta da 38 incisioni al bulino che raffigurano visi di donne e uomini, costumi andalusi e teste di toro. Per realizzare tale novella, Picasso effettua una semplificazione dell'opera originale. Per l'occasione verrà presentato un solo esemplare che porta la firma originale di Picasso.Le Cocu Magnifique(Farce en trois actes) invece, sono 12 incisioni realizzate da Picasso con l'acquaforte e l'acqua tinta attraverso toni comici e allo stesso tempo grotteschi dell'opera. “La Celestine” è una tragicommedia che Picasso riadattata in 66 tavole e 2 frontespizi. Le tavole non risultano essere fedeli al testo originale ma possiedono elementi di freschezza ed originalità in quanto, procedono in maniera autonoma rispetto alla storia principale, cambiando notevolmente anche i temi basilari, che diventeranno la gelosia, l'eros e la morte. Infatti, la storia narra l'intenzione di Celestine di intromettersi nella storia tra Calisto e Melibea per ricavarne un guadagno. La storia finirà con la morte di Calisto e il conseguente suicidio di Melibea che porterà alla morte anche di Celestine. Balzacs (Balzacs en bass de casse et Picasso sans majuscole) invece, sono 8 litografie che Picasso realizzò nel 1952 per ritrarre Honorè de Balzacs, il padre del realismo nella letteratura europea. Il pezzo forte della mostra sarà “Arlecchino”: si tratta di una litografia che riprende il tema degli acrobati di cui Picasso sarà affascinato durante la visione di molteplici spettacoli degli ambulanti. All'interno della stessa serie di litografie sono evidenti anche delle scene familiari, in cui però troviamo la figura di Arlecchino. L'esposizione è curata da Stefano Cecchetto con la collaborazione di Piernicola Maria Di Iorio, prodotta dalla Fondazione Molise Cultura con il Patrocinio della Regione Molise e il sostegno di BPER Banca. L'organizzazione dell'esposizione è a cura di Arthemisia Group e il catalogo è edito da Pacini Editore. Gli orari d'apertura della mostra sono così distribuiti: dal martedì al giovedì dalle ore 10:00 alle ore 13:00, e dalle ore 17:00 alle ore 20:00; venerdì e sabato invece, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 21:00. La domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00. Lunedì è il giorno di chiusura.