La brutta figura delle opposizioni. Voto contrario alle modifiche della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti - Molise Web giornale online molisano
Mercoledì - 17 Luglio 2024

La brutta figura delle opposizioni. Voto contrario alle modifiche della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti

di Francesco Bonomolo

La seduta del Consiglio Regionale di ieri ha evidenziato quanto sia lontana una forma di opposizione costruttiva, rivelando invece un atteggiamento prevalentemente negazionista. La Giunta ha presentato e fatto approvare la legge numero 26, una modifica al bilancio regionale dettata dalla Corte dei Conti in risposta agli articoli annullati dalla Corte Costituzionale. Questo provvedimento era indispensabile per salvaguardare il bilancio regionale. La Regione aveva non solo il bisogno, ma anche il dovere verso tutti i molisani, di uscire da questo impasse causato dai gravi errori del passato, che stanno bloccando l'assemblea stessa. Era il momento di dimostrare unità per il bene di tutti i cittadini molisani, soprattutto perché si votavano modifiche tecniche e non politiche. Nonostante le palesi modifiche richieste dagli organi giudiziari, l’opposizione ha deciso di votare contro, mostrando di fatto una posizione avversa non solo verso la Giunta, ma, incredibilmente, anche verso le indicazioni della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti.

Le motivazioni del voto contrario:

Roberto Gravina ha giustificato il suo voto contrario affermando: "Si tratta sicuramente di un bilancio di una maggioranza di centrodestra che oggi corregge se stessa grazie a un rilievo esterno; certificato prima dalla Corte dei Conti e poi dalla Corte Costituzionale. La Corte ha costretto, e ne siamo ovviamente contenti, la Regione a ripercorrere i passi doverosi per quanto riguarda non soltanto la modifica degli articoli di bilancio ma anche quello della continuità di bilancio". Tuttavia, questa giustificazione appare confusa e non chiarisce pienamente le ragioni del voto contrario.

Angelo Primiani, a nome del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: "Mi sarei aspettato delle scuse da parte di questa maggioranza, delle scuse ai molisani per aver acceso uno scontro istituzionale con altri organi dello stato". Primiani pone l'accento su un presunto scontro istituzionale, ma non riconosce la necessità di approvare le modifiche per evitare ulteriori problemi legali e finanziari.

Alessandra Salvatore del Partito Democratico ha utilizzato il proverbio "chi rompe paga e i cocci sono suoi" per spiegare la contrarietà del suo partito, sottolineando come la maggioranza di centrodestra abbia creato il problema e ora debba risolverlo. Ha anche criticato l'assenza di alcuni consiglieri di maggioranza, ex assessori responsabili del rendiconto, durante la votazione, indicandola come segno di disinteresse per la risoluzione del problema.

Michele Fanelli ha espresso preoccupazioni per il ritardo con cui la Giunta ha portato la questione in Consiglio: "Non ho capito perché non abbiamo chiuso in Giunta entro aprile, che è il termine previsto dalla Corte dei Conti. Bastava una classica delibera di Giunta. Temo che una determina dirigenziale non ci metta a riparo e temo che il ritardo comporti ulteriori problemi". Poi la contraddizione della Fanelli, infatti, spiega che le modifiche al rendiconto devono essere fatte, riconoscendo la necessità di rispondere alle richieste della Corte dei Conti per chiudere questa lunga sessione di bilancio ma il voto resta contrario.

Massimo Romano ha criticato l’orientamento amministrativo della Giunta: "L'attività amministrativa della Giunta regionale è orientata al riconoscimento dei debiti fuori bilancio piuttosto che a predisporre misure volte a pianificare e programmare una prospettiva diversa per le politiche di sviluppo, politiche idriche e altre questioni cruciali". Romano ha evidenziato la mancanza di visione e di pianificazione strategica nella gestione del bilancio regionale.

L’opposizione ha dimostrato un atteggiamento critico e ostile, votando contro persino le modifiche dettate dalla Corte dei Conti e dalla Corte Costituzionale. Le loro motivazioni appaiono frammentarie e spesso confuse, evidenziando che in questa legislatura fare opposizione significa dire solo ed esclusivamente "NO".

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